Lavori mai eseguiti, fatture false e crediti d'imposta ottenuti con l'inganno. Una rete di professionisti è finita nel mirino della Guardia di Finanza: ai condomini era stato promesso un intervento "a costo zero" mai iniziato, smascherando quella che sembra essere una truffa architettata ai danni dello Stato.
La promessa del "costo zero"
Tutto nasce dalla promessa di interventi di efficientamento energetico (Ecobonus) e riduzione del rischio sismico (Sismabonus) completamente gratuiti per i residenti dell'immobile. Attraverso lo schema dello sconto in fattura, i condomini avevano affidato i lavori a una società edile torinese, convinti che il cantiere si sarebbe chiuso entro la fine del 2023.
Tuttavia, con il passare dei mesi, i condomini si sono resi conto che nulla si muoveva. Nonostante l'immobilismo totale, la macchina burocratica dei raggiri correva veloce: la società emetteva fatture per lavori mai effettuati e i tecnici compiacenti firmavano i documenti necessari per incassare i rimborsi statali.
Una rete tra Torino, Milano e Napoli
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, vede attualmente coinvolte cinque persone responsabili a vario titolo di questa filiera del falso. Oltre all’amministratore di fatto della società edile, sono indagati quattro professionisti: due architetti torinesi, un ingegnere milanese e un commercialista napoletano.
Ognuno, secondo l'accusa, aveva un ruolo preciso. I tecnici fornivano le false certificazioni che attestavano l'avanzamento dei lavori, in realtà mai avvenuti. Il commercialista apponeva il cosiddetto "visto di conformità", garantendo formalmente che tutta la documentazione fiscale fosse in regola per ottenere lo sconto in fattura.
Il muro dei sequestri
Il castello di carte è crollato quando il condominio, stanco dei ritardi e delle anomalie nei costi, ha deciso di rivolgersi alle autorità. Gli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno confermato i sospetti: quei 7 milioni di euro di crediti d'imposta sarebbero stati generati solo per arricchire la società e i suoi complici.
Il Giudice per le indagini preliminari ha così disposto il sequestro preventivo dei beni della società e dei conti correnti degli indagati, riuscendo a bloccare l'intera cifra prima che venisse dispersa o utilizzata per pagare meno tasse.
Ora dovranno rispondere di reati che vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche al riciclaggio e all'emissione di fatture false.
"L’ennesima truffa legata al Superbonus conferma ciò che diciamo da tempo: il 110% è stato costruito male, senza adeguati controlli preventivi e con effetti pesantissimi sulle tasche degli italiani. Una misura kamikaze per i conti pubblici, pensata, voluta e difesa dal Movimento 5 Stelle, che ha raccontato la favola secondo cui lo Stato avrebbe pagato tutto, a tutti, senza limiti e senza conseguenze. Oggi quella favola presenta il conto ai cittadini, alle famiglie, alle imprese sane e a chi paga le tasse", dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicepresidente vicario del gruppo di Forza Italia al Senato e vicesegretario del partito in Piemonte, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia.
"Dietro la promessa del “tutto gratis” si è aperta una voragine. Secondo i dati ENEA, le detrazioni maturate per il solo Superbonus hanno superato i 129 miliardi di euro e, considerando anche gli altri bonus edilizi collegati e le cessioni dei crediti, alcune stime indicano un impatto complessivo tra i 170 e i 220 miliardi nel periodo 2020-2025. Serve una politica della casa pragmatica e responsabile, non una stagione di illusioni pagata con debito pubblico e scaricata sulle future generazioni", concludono Rosso e Fontana.




















