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Economia e lavoro | 18 maggio 2026, 10:49

"Produciamo auto, non parole". Gli striscioni della Fiom rilanciano l'allarme Stellantis davanti a Mirafiori (e al Mauto) [FOTO]

Protesta silenziosa in queste ore da parte dei sindacati metalmeccanici con l'invito alla dirigenza (Elkann e Filosa) a fare passi concreti per lo stabilimento torinese

Gli striscioni appesi dalla Fiom all'esterno di Mirafiori e del Mauto

Gli striscioni appesi dalla Fiom all'esterno di Mirafiori e del Mauto

Striscioni appesi ai cancelli o adagiati sull'erba, di fronte all'ingresso principale. L'allarme per lo stato di salute dell'automotive è tornato a risuonare in queste ore con un'iniziativa che ha visto protagonisti i sindacalisti della Fiom Cgil Torino.

Striscioni appesi

I rappresentanti dei lavoratori, infatti, hanno piazzato alcuni striscioni con chiari riferimenti al management di Stellantis: il presidente John Elkann e l'amministratore delegato, Antonio Filosa. I messaggi sollecitano infatti un piano e progetti chiari per la produzione a Torino. "Produciamo auto, non parole", si legge sui portoni della storica palazzina degli uffici che affaccia su corso Caio Mario, mentre davanti al Museo dell'automobile c'è scritto, tra le altre cose, "Al Mauto ci sono le produzioni del passato, a Mirafiori vogliamo quelle del futuro".

In vista dell'investor day

"Abbiamo scelto due punti nevralgici della città per dire a Elkann e a Filosa quanto questa città sta soffrendo e di cosa c'è bisogno - spiega Gianni Mannori, responsabile Mirafiori per Fiom Cgil -. Un'iniziativa in vista del 21 maggio, quando Filosa presenterà il piano industriale di tutta Stellantis". Proprio in quel giorno, infatti, l'ad svelerà le carte del Gruppo ad Auburn Hills (in Michigan), in occasione dell'Investor Day.

"Una nuova linea di produzione"

"Qui a Torino ci attendiamo non solo nuovi modelli, ma una nuova linea di produzione. Un solo modello in più che sostituire la 500 ibrida vorrà comunque dire un declino e un progressivo spegnimento. Per dimostrarci che Torino è centrale serve una nuova linea di produzione, con un altro modello almeno oltre a quello prodotto sulla linea della 500. Torino no può morire, mentre adesso sta appassendo industrialmente con tutte le sue imprese, tra licenziamenti e cassa integrazione - conclude Mannori -. Ci vanno produzione e altri modelli, bisogna che questa famiglia dimostri a questa città quanto è centrale, come fatto nei tempi che furono".

Massimiliano Sciullo

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