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Cronaca | 06 giugno 2026, 16:14

Venti di lotte a Torino: la sfilata del ventennale lancia la città verso l’Europride: oltre 100mila in corteo [FOTO e VIDEO]

Dal Valentino a piazza Vittorio, le immagini del corteo che attraversa le vie centrali: tra gli ospiti Ambra Angiolini e Francamente

Colori, bandiere e musica. Il Torino Pride 2026 si conclude in piazza Vittorio con il lungo corteo partito dal parco del Valentino per muoversi verso le principali arterie del centro cittadino e che ha visto la partecipazione di oltre 100 mila persone. Vent’anni dalla prima storica sfilata del 2006 sotto il claim istituzionale "Venti di lotte".

Cambia lo storico percorso

Per la prima volta nella storia della manifestazione torinese la partenza è stata fissata lungo corso Massimo D'Azeglio. Dopo il concentramento iniziale, la parata ha iniziato a snodarsi lungo l'itinerario programmato, che prevede il transito in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia e via Pietro Micca. Successivamente, il corteo attraverserà piazza Castello e imboccherà via Po, per concludere il proprio cammino con l'arrivo istituzionale in piazza Vittorio.

Italia "a picco" sui diritti

Il claim scelto da un lato celebra i vent'anni di attività sul territorio e dall'altro richiama metaforicamente le spinte propulsive necessarie alle tutele della comunità LGBTQIA+. La manifestazione si inserisce in un quadro normativo e sociale delineato dal recente rapporto europeo di ILGA Europe, che colloca l'Italia al 35esimo posto su 49 Paesi censiti per quanto riguarda gli standard di uguaglianza e la tutela dei diritti delle persone.

Gli ospiti

La parata è stata inaugurata dal dj set del rapper Mc Nill, che ha coordinato l'apertura musicale del corteo. Il programma prevede interventi sul palco principale situato in piazza Vittorio. Tra gli ospiti principali figurano Francamente e la conduttrice Ambra Angiolini, presente all'evento insieme alla figlia Jolanda Renga. In prima fila anche l'attivista, Vladimir Luxuria.

"Mi auguro che il senatore Roberto Menia in questo momento non stia vedendo il Pride perché gli potrebbe venire uno scompenso cardiaco una dermatite desquamante".  Così Luxuria nei confronti dell'esponemente di Fdi che ha inveito contro una coppia omosessuale all'aeroporto di Fiumicino.

"Oggi a questo Pride ci sono ragazzi che fanno il gesto più bello che si possa fare baciarsi, mostrare l'affetto in un mondo pieno di guerre pieno di crimini di odio, di violenza, baciarsi in un aeroporto, in una stazione, questo succede, le persone si abbracciano, si salutano, si baciano, a me non inquietano i baci tra due uomini, mi inquietano i saluti romani". 


Si prepara l'Europride

Un'edizione, quella del ventennale, che fa anche da prova generale per il futuro prossimo della città. Torino è stata ufficialmente scelta per ospitare l'EuroPride nel 2027. L'appuntamento, di portata europea, porterà nel capoluogo piemontese attivisti, delegazioni e visitatori da tutto il continente.

"Torino è la città dei diritti di tutte e di tutti - commenta il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -. È fondamentale scendere in piazza e manifestare per le strade, specialmente in un momento in cui, anziché fare passi in avanti, molti stanno cercando di farcene fare indietro. Noi non vogliamo che questo accada e siamo qui per testimoniarlo, sia come amministrazione sia come singoli cittadini".

​"Siamo inoltre orgogliosi del fatto che il prossimo anno la nostra città ospiterà l'EuroPride - ha aggiunto il primo cittadino -. Si tratta di un grande evento, fortemente simbolico: Torino è una città che vuole continuare ad accogliere, ma che ha anche l'ambizione di essere leader in Europa su questi temi. Essere stati scelti è per noi un motivo di grande gioia e orgoglio".

"​La gioia è il sentimento che si respira oggi per le strade - conclude Lo Russo -: .ne abbiamo bisogno noi, e ne hanno bisogno le ragazze e i ragazzi che sono qui a manifestare. Credo fermamente che questa piazza sia la miglior risposta alla cultura dell'odio e dell'esclusione della diversità. Questa è la cifra identitaria di Torino, e vogliamo che continui a esserlo".

"Il Movimento 5 Stelle continua a sostenere con convinzione le battaglie per il pieno riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQIA+, per il contrasto a ogni forma di discriminazione e per il riconoscimento di tutte le famiglie. Sono temi che riguardano la qualità della nostra democrazia e la capacità delle istituzioni di garantire uguaglianza sostanziale e libertà" così gli esponenti Elisa Pirro, Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio.

"Siamo al Pride per lottare per i diritti e la libertà di tutte e tutti, ma anche per denunciare il clima d'odio sdoganato e legittimato dalle forze di governo che si manifesta sempre più apertamente nella quotidianità, come successo alla coordinatrice del Torino Pride Chiara Tarantello vittima martedì scorso di una vera e propria aggressione verbale e a cui va tutto il nostro supporto e la nostra solidarietà.  Quello in cui stiamo vivendo è un clima politico che crea condizioni favorevoli a discriminazioni, attacchi e pregiudizi verso le persone lgbtqia+ e queer. Prima attraverso un attacco alle famiglie, ora anche attaccando la scuola che tra i suoi compiti dovrebbe avere non solo quello di far apprendere nozioni, ma anche accompagnare i più giovani verso la consapevolezza del vivere insieme" dichiarano la capogruppo AVS in consiglio regionale Alice Ravinale e le consigliere Valentina Cera e Giulia Marro.

La capogruppo in comune Sara Diena e il consigliere Emanuele Busconi aggiungono: "Quella di quest'anno è l'edizione che ci traghetterà verso l'EuroPride che verrà ospitato nel 2027 proprio a Torino, una città che da sempre si è esposta ed è sempre stata all'avanguardia per la tutela dei diritti, anche grazie all'impegno del nostro assessore Jacopo Rosatelli. Ed è questa la direzione che dobbiamo continuare a tenere: Torino deve continuare ad essere in prima linea e ad opporsi all'oscurantismo voluto da questo Governo, da ultimo con il decreto Valditara che mira a impedire alle scuole di educare a non discriminare, affermando implicitamente che questo Governo sta dalla parte di chi attacca le persone queer e legbtqia+. Manifestiamo con rabbia, ma anche con gioia e orgoglio per ciò che siamo"



Anche Ambra Angiolini non nega una punta critica sulle politiche Lgbtiq* in Italia. "Cosa ne penso? A chi me lo chiede rispondo che ho cantato "T'appartengo" in spagnolo. Spero di poter tornare a cantarla in Italia il prossima."

E sulla partecipazione della figlia Jolanda Renga: "Lei c'è sempre. È una buona abitudine che lei ha colto e continua a fare sua. Tra qualche anno sarà lei a portare me".

Daniele Caponnetto

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