“La transizione ecologica non la devono pagare i più poveri”. È con questo principio che il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio presenta il piano della qualità dell’aria. Un risultato che rivendica con fierezza, il primo del bacino padano, che ha voluto superare i diktat green dettati dall’Europa, ma anche dal precedente piano regionale del 2017 “che abbiamo ereditato e che considerava l'automobile come unico responsabile di ogni male”.
“La nostra strategia, scientifica e validata, punta su innovazione, tecnologia, incentivi e ricerca - dichiarano il presidente e l’assessore all'Ambiente Matteo Marnati - dall’utilizzo dei carburanti rinnovabili alle nuove sperimentazioni per l’abbattimento degli inquinanti, fino agli interventi sul riscaldamento domestico e alla mobilità sostenibile. È un approccio concreto che mette insieme tutela della salute, sostenibilità ambientale e sviluppo del territorio”.
Marnati: "Stiamo andando nella direzione giusta"
"I dati ci dicono che il Piemonte sta andando nella direzione giusta - aggiunge l'assessore Marnati - Per la prima volta abbiamo raggiunto il rispetto del valore limite annuale del biossido di azoto su tutto il territorio regionale e continuiamo a registrare un progressivo miglioramento degli indicatori della qualità dell’aria. Questi risultati sono il frutto di un lavoro costante portato avanti insieme ad Arpa Piemonte, agli enti locali, alle imprese e ai cittadini".
In totale si parla di circa 400 milioni tra fondi europei, ministeriali e regionali. Il Piemonte fa da apripista in Italia introducendo un piano straordinario per la qualità dell'aria e la mobilità sostenibile, investendo 14 milioni di euro per incentivare l'uso dei biocarburanti HVO sia sui mezzi pubblici sia sulle auto private Diesel Euro 5 e 6, una mossa che punta a tagliare subito le emissioni senza attendere il rinnovo del parco auto.
Oltre 300 mila veicoli potenziali (270 mila auto private)
Si parla di oltre 300 mila veicoli potenziali, di cui 270 mila auto private, prevedendo un incentivo annuo tra i 50 e i 100 euro sul prezzo del carburante grazie all’uso di carte bio-carburante. Grazie a un accordo con le compagnie petrolifere la quota di biocarburante disponibile sulla rete di distribuzione crescerà nei prossimi anni fino al 150 per cento, passando da subito dagli attuali 80-90 a circa 130-140 milioni di tonnellate/anno. L’avvio della misura è previsto nell’inverno 2026.
Tra gli altri interventi la strategia regionale mette in campo altri 44 milioni per bandi di rigenerazione urbana — che includono car sharing, incentivi per le bici, e sperimentazioni tecnologiche all'avanguardia come i cubi filtranti per l'aria e vernici fotocatalitiche — a cui si aggiungono 11,5 milioni per gestire il traffico in tempo reale a Torino tramite l'intelligenza artificiale, sul modello dei semafori introdotti in Piazza Baldissera e che presto si troveranno in tutta la città.
Completano il quadro i finanziamenti per l'agricoltura green (10 milioni) e per la sostituzione dei riscaldamenti obsoleti (14,4 milioni), consolidando un pacchetto di nuove misure che si integra con i corposi investimenti già avviati in passato per l'efficienza energetica e il trasporto pubblico locale.
Migliorano i parametri sulla qualità dell'aria
Intanto migliorano i parametri sulla qualità dell’aria, come confermato dai recenti rilievi dell’Arpa.
"Prosegue il progressivo e continuo miglioramento della qualità dell’aria in Piemonte: le concentrazioni degli inquinanti sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura in particolare per i valori di biossido d’azoto nelle stazioni di traffico urbano e per il particolato PM10 che PM2.5 – dichiara il direttore di Arpa, Secondo Barbero - Permane, circostritto ad alcune stazioni urbane, la criticità per il mancato rispetto dei limiti in relazione all’indicatore sul breve periodo del particolato PM10 anche se in misura minore rispetto agli anni precedenti".














