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Cronaca | 30 giugno 2026, 14:15

Diktat di Lo Russo ai negozi di Torino: "Con caldo torrido, tenete chiuse le porte con aria condizionata accesa"

Nuova ordinanza, dopo quella che imponeva ad Ireti un nuovo piano di emergenza. Intanto bar e ristoranti sulle barricate: "Danni insostenibili per black out: vogliamo sconti sulle tasse comunali"

Nuova ordinanza, dopo quella che imponeva ad Ireti un nuovo piano di emergenza

Nuova ordinanza, dopo quella che imponeva ad Ireti un nuovo piano di emergenza

"Con il caldo torrido, tenete chiuse le porte dei negozi quando l'aria condizionata è in funzione". E' questo il diktat alle attività commerciale dal sindaco Stefano Lo Russo, che oggi ha firmato un'ordinanza specifica. Una misura che il primo cittadino ha deciso di adottare, dopo quella in cui il Comune ha imposto ad Ireti di predisporre un  nuovo piano di emergenza contro i black out, in questa estate da bollino rosso. 

Record di consumi

L'ondata di calore eccezionale che sta interessando gran parte dell’Europa sta colpendo anche Torino, con temperature registrate superiori ai 33° gradi. E quando la colonnina di mercurio si alza, schizza anche verso alto la richiesta di energia elettrica per alimentare i condizionatori. Lo scorso weekend nel capoluogo piemontese si è registrato il record di consumi, pari a 450 megawatt giornalieri.

Dati che impongono di evitare qualsiasi spreco. Da qui la mossa di Lo Russo, considerando che spesso bar e negozi tengano l'aria condizionata accesa e le porte sempre spalancate. "In questo modo - precisa il sindaco - gli impianti consumano molta più energia di quanto sia effettivamente necessario, sovraccaricando inutilmente la rete elettrica".

Cosa prevede l'ordinanza

Per questo oggi il sindaco ha deciso di firmare un'ordinanza che, nei giorni in cui Arpa Piemonte segnalerà il massimo livello di disagio da caldo (livello 3), chiede alle attività commerciali di tenere chiuse le porte quando l’aria condizionata è in funzione. I battenti verranno aperti normalmente per consentire l’ingresso e l’uscita dei clienti e per le normali operazioni di carico e scarico delle merci.

"È una misura temporanea che è collegata alla situazione straordinaria, che può contribuire a diminuire il carico sulla rete elettrica proprio nei momenti in cui serve, e i momenti più delicati. Di fronte a eventi climatici sempre più estremi ognuno può fare la propria parte e anche un piccolo gesto, se condiviso da tutti, può fare la differenza" conclude Lo Russo.

Va all'attacco la capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech, che accusa il sindaco di "scaricare la responsabilità sui cittadini". "Sarebbe stato più apprezzato - aggiunge - avesse raccontato cosa stanno mettendo in campo IREN e IRETI dopo la sua ordinanza".

Ristoranti e bar sulle barricate

E dopo i ripetuti blackout registrati nelle ultime settimane a Torino, si accende la protesta degli operatori della ristorazione e dei pubblici esercizi. Così un comitato composto da oltre cento attività del settore somministrazione ha inviato una lettera aperta alle istituzioni cittadine: al Comune, all’assessorato al Commercio, ai capigruppo del Consiglio comunale e ai gestori delle reti energetiche, chiedendo interventi immediati e misure di sostegno.

“Clienti via al buio, pagamenti in tilt e prodotti a rischio”

Ristoranti, bar, pizzerie, vinerie, gelaterie e gastronomie denunciano una situazione ormai “insostenibile”, con ricadute dirette sull’attività quotidiana e sulla tenuta economica del settore. Dal punto di vista degli stoccaggi, si registrano problemi per la conservazione degli alimenti. Dall'altra perdita di clientela e fatturato. Da qui la richiesta al Comune di avere agevolazione su tasse ed imposte comunali. 

Dito puntato anche contro i gestori delle reti elettriche: la richiesta è quella di un monitoraggio più puntuale delle criticità. "In assenza di risposte concrete, non escludiamo iniziative collettive a tutela dei nostri interessi, comprese eventuali azioni risarcitorie per i danni subiti".

Cinzia Gatti

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