/ Politica

Politica | 30 giugno 2026, 15:04

Permessi di soggiorno, a Torino migranti sotto il sole estivo per ore: lunedì presidio

A portare il tema in Consiglio Regionale il consigliere Unia (M5S). Bussalino replica: "Dialogo con la Questura"

Code interminabile di stranieri davanti al Commissariato di via Botticelli a Torino

Code interminabile di stranieri davanti al Commissariato di via Botticelli a Torino

Code interminabile di stranieri davanti al Commissariato di via Botticelli a Torino, ufficio deputato a consegnare i permessi di soggiorno alle persone migranti. Una situazione che si ripete da mesi ed, in questo periodo di temperature elevatissime, è ancora più grave. Donne, uomini e bambini sono infatti in attesa per ore sotto il sole, con rischi per la propria salute. 

Presidio in Barriera

Per questo la Cgil Torino ha organizzato un presidio per lunedì 6 luglio, dalle 8.30 alle 10.30, davanti alla palazzina di Barriera di Milano.  L’ufficio alla periferia nord di Torino, individuato per superare l’intollerabile situazione che si era venuta a creare in corso Verona, "non ha in alcun modo risolto i problemi. Vogliamo protestare contro una situazione mai risolta, che espone queste persone al rischio di entrare nel vortice dell’illegalità e dello sfruttamento".

"Donne e uomini migranti - spiega il sindacato - aspettano ore, a volte dormendo sul marciapiede, con qualsiasi condizione meteorologica, senza acqua e senza servizi sufficienti, affianco a una strada ad alta percorrenza, trafficata e pericolosa". A portare la vicenda in Consiglio Regionale è il consigliere del M5S Alberto Unia, che ha presentato un'interpellanza. 

Dialogo con la Questura per soluzioni

Sul problema l'assessore regionale Enrico Bussalino promette attenzione e possibili soluzioni. "Sono in corso - spiega l'esponente della giunta - interlocuzioni con la Questura per valutare l'adozione di ulteriori misure volte a prevenire assembramenti particolarmente numerosi, anche in giornate" con clima torrido.

Unia (M5S) all'attacco

Dura la replica di Unia: "In un Paese in cui qualcuno blatera di “remigrazione”, non siamo nemmeno in grado di garantire un’attesa civile a chi ha il sacrosanto diritto di ottenere un documento che gli spetta". "Ciò, evidentemente, a causa di criticità organizzative alle quali né la Regione, né lo Stato sono riusciti a dare risposta. Mentre rincorriamo l'intelligenza artificiale, non riusciamo nemmeno a usare quella umana per organizzare un servizio pubblico degno di questo nome" chiosa il pentastellato.

Cinzia Gatti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium