Risuona anche a Torino l'allarme di Zenita Group, realtà che ha una sede anche a Mirafiori (zona corso Unione Sovietica) e che si occupa di progettazione informatica e sicurezza e si interfaccia sia con il settore pubblico che con quello privato, compreso quello bancario e così via.
Da Roma a Torino
Nei giorni scorsi, a Roma, l'azienda ha parlato di un Piano industriale da 700 persone (su 1500) e che comprende anche i lavoratori che orbitano sul capoluogo piemontese. "Sull'area di Torino abbiamo 60 risorse umane, informatici, profili alti e qualificati - dice Sergio Di Ruzza, della Uilm -. Il gruppo ne vuole trasferire 12 su Milano e dismettere la locazione sull'area di Torino. Non ci è stato ancora detto chi andrà via e con quali mansioni, mentre non si sa che cosa succederà agli altri 48 che rimarranno qui".
Il tempo per capirlo non è molto. "Fino a fine agosto non cambia nulla - aggiunge -, ma non si saprà dove si andrà da settembre, visto che sono stati dismessi anche gli affitti dei locali attualmente utilizzati. A livello nazionale, quelli comunicati, sono trasferimenti geografici paurosi".
Incognita smart
E nemmeno le nuove tecnologie vengono in aiuto. "Sono informatici che lavorano presso clienti o in smart, ma senza un rinnovo di accordo per lo smart con la fine del 2026, il rischio è che vengano tutti destinati verso sedi anche molto lontane".
Da qui la decisione che vedrà un'ora di sciopero (il 2 luglio dalle 10.30 alle 11.30), ma anche un'assemblea nazionale online. "Chiediamo l'apertura di un tavolo, un negoziato serio e un rientro di queste iniziative. Bisogna gestire le risorse umane nel rispetto dei bisogni delle perone. Con la scusa della AI e di abbattere i costi, le aziende del settore stanno alzando il tiro".














