Un fine settimana all'insegna della violenza e della massima allerta alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. A denunciare un quadro clinico ormai fuori controllo è il sindacato Osapp, che accende i riflettori su due gravissimi episodi avvenuti a poche ore di distanza l'uno dall'altro all'interno dei padiglioni della struttura.
La maxi rissa e l'agente sprangato
La scintilla è scoccata nel pomeriggio del 31 luglio, al terzo piano del padiglione C. Secondo le prime ricostruzioni fornite dall'organizzazione sindacale, sarebbe scoppiata una violenta rissa tra detenuti di diversa nazionalità. Alla base dello scontro vi sarebbe la volontà di contendersi il controllo e il comando di alcune dinamiche interne all'istituto.
Un vero e proprio parapiglia in cui è rimasto coinvolto un appartenente alla polizia penitenziaria. L'operatore, intervenuto per sedare gli animi e ripristinare le condizioni di sicurezza, è stato colpito da una sprangata che gli ha causato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
L'aggressione a tradimento
La tensione non si è però esaurita. Nella tarda mattinata di oggi, presso il padiglione B, si è consumato un secondo atto di violenza, questa volta a tradimento e apparentemente immotivato. Un detenuto straniero ha colpito un agente alle spalle sferrandogli un pugno alla nuca, per poi colpirlo nuovamente al volto non appena la vittima si è voltata.
L'uomo ha riportato una prognosi di tre giorni, segnando un triste primato: si tratta della quarantasettesima aggressione ai danni del personale in servizio dall'inizio del 2026.
L'appello alle istituzioni e la richiesta di aiuto
Di fronte a questa inarrestabile escalation, le parole del sindacato puntano il dito contro l'immobilismo delle istituzioni. A chiarire la posizione è il segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci: "Abbiamo chiesto anche l’intervento del prefetto di Torino, perché quanto sta accadendo non può essere considerato esclusivamente una problematica interna all’istituto penitenziario, ma assume ormai i contorni di un vero e proprio problema di ordine pubblico che necessita di risposte immediate e coordinate".
Le richieste di intervento sono rivolte direttamente al ministero della Giustizia. Il monito del sindacalista è severo: "Il sistema penitenziario è ormai totalmente alla deriva e fuori controllo", incalza Beneduci, evidenziando come ci si trovi spesso di fronte a spot mediatici privi di risposte strutturali.
L'attenzione si sposta infine sulle durissime condizioni lavorative quotidiane: "Il personale di Polizia Penitenziaria continua a garantire il servizio con professionalità e senso del dovere, ma si trova a operare in un contesto caratterizzato da grave sovraffollamento, carenza di risorse e una pressione operativa sempre maggiore", conclude il segretario generale, ricordando il sacrificio delle divise: "Gli agenti fanno tutto il possibile per mantenere legalità e sicurezza, ma non possono essere lasciati soli".














