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Economia e lavoro | 06 settembre 2026, 18:04

Confartigianato lancia l'allarme: "A Torino introvabili quasi il 50% dei tecnici con competenze digitali avanzate"

Milano in testa a questa particolare classifica. In Piemonte mancano quasi 17 mila lavoratori

Foto generica d'archivio

Foto generica d'archivio

Nel 2025, su 621mila richieste di lavoratori con competenze digitali avanzate, ben 316mila, pari al 50,8%, sono risultate di difficile reperimento. Se le imprese italiane accelerano gli investimenti in intelligenza artificiale, al contempo non trovano le professionalità necessarie per gestirla. È l’allarme lanciato dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che in un'indagine rivela che il 71,8% delle imprese ha effettuato investimenti in almeno uno degli ambiti della transizione digitale. Eppure non basta.

I numeri della rilevazione di Confartigianato

La rilevazione di Confartigianato considera le competenze necessarie alle aziende per l’utilizzo e l’integrazione nei processi aziendali di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Nel 2025 le imprese hanno richiesto 621.180 lavoratori con un’elevata capacità di applicare queste tecnologie e 315.560 sono risultati difficili da reperire, pari al 50,8%. In cima alla graduatoria provinciale per numero di lavoratori difficili da reperire, c’è Milano, con 29.840 competenze introvabili su 64.320 entrate, pari al 46,4%. 

A Torino quasi introvabile un tecnico esperto di AI su due

Segue Roma, dove le imprese cercano senza successo 24.580 figure su 55.240, pari al 44,5%, mentre Napoli registra 16.200 lavoratori difficili da trovare su 36.010, pari al 45%. Al quarto posto si trova Bari, con 9.300 professionalità che scarseggiano su 19.830, pari al 46,9%, seguita da Torino, con 9.050 tecnici difficili da reperire su 17.950, pari al 50,4%.

La propensione a investire sale al 73,4% nei servizi e si attesta al 70,8% nella manifattura, utilities e costruzioni. Tuttavia la mancanza di personale qualificato viene indicato dal 58,6% delle imprese come principale ostacolo ad utilizzare l’Ai. Seguono la carenza di chiarezza legislativa, indicata dal 47,3%, l’indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari, dal 45,2%, le preoccupazioni per privacy e protezione dei dati, dal 43,2%, i costi elevati, dal 43%, e le considerazioni etiche, dal 25,7%.

In Piemonte mancano quasi 17 mila competenze digitali

La classifica regionale vede la Lombardia nettamente in testa per numero di lavoratori con competenze digitali avanzate che le imprese faticano a trovare: sono 60.960 professionalità introvabili sulle 121.440 richieste, pari al 50,2%. Al secondo posto si colloca la Campania, con 31.130 figure difficili da reperire su 66.950 richieste, pari al 46,5%, seguita dal Lazio, dove mancano all’appello 30.780 lavoratori su 66.760, pari al 46,1%. 

Subito dopo arrivano il Veneto e l’Emilia-Romagna, quindi Sicilia, Puglia e Toscana: in Piemonte, invece, risultano introvabili o difficili da reperire 16.870 competenze sulle 31.420 richieste, che significa il 53,7%.

Massimo De Marzi

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