(Adnkronos) - A pochi giorni dalla presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia del nuovo documentario dedicato agli Oasis, "Oasis: Don't Look Back in Anger", un prezioso capitolo della storia della band britannica rischia di finire nelle mani di un collezionista. Il 3 ottobre, la casa d’aste britannica Littlehouse Auctions metterà infatti all’incanto un vasto archivio di registrazioni risalenti agli anni d’oro del gruppo, con una valutazione stimata tra 1,2 e 1,6 milioni di sterline, pari a circa 1,4-1,9 milioni di euro.
Il lotto proviene dall’archivio personale di Huw Richards, tecnico del suono degli Oasis tra il 1994 e il 2001, e sarà venduto dal figlio Owain Richards. Il materiale comprende 209 nastri Dat, 73 audiocassette analogiche e tre minidisc. Nel complesso, l’archivio raccoglie 63 registrazioni di concerti, circa 100 ore di prove e numerosi dialoghi tra Liam e Noel Gallagher e i membri della squadra che accompagnava la band durante le tournée. A completare il lotto ci sono anche scalette, itinerari e una chitarra suonata dal gruppo. Particolarmente significativo è un concerto del 1996 sulle rive del Loch Lomond, in Scozia, del quale il materiale custodirebbe l’unica registrazione attualmente conosciuta. L’esibizione è stata descritta da Glasgow Live come uno dei più grandi concerti degli anni Novanta.
La vendita, tuttavia, non sarebbe gradita agli Oasis. Ben Homer, amministratore delegato di Littlehouse Auctions, ha confermato che il gruppo ha manifestato preoccupazioni per l’operazione, sottolineando al tempo stesso la rilevanza storica dell’archivio. Owain Richards ha raccontato al "Times" di essere stato contattato dagli Oasis alcuni anni fa, quando la band aveva bisogno di alcune registrazioni. Secondo Richards, il gruppo vorrebbe riottenere il materiale e non intende che i nastri vengano venduti a terzi. La casa d’aste sostiene comunque di avere il diritto di mettere all’incanto l’archivio. Un'eventuale vendita, precisa Littlehouse Auctions, non comporterebbe automaticamente la possibilità per l'acquirente di commercializzare le registrazioni: i diritti di proprietà intellettuale sui contenuti restano infatti agli Oasis. "Stiamo gestendo tutto con piena trasparenza e nel rispetto delle procedure legali", ha dichiarato Homer, spiegando che l'obiettivo della casa d'aste è presentare il materiale con una provenienza verificata e consentire a collezionisti e istituzioni di accedere a un patrimonio considerato importante per la storia della musica britannica. Il team di pubbliche relazioni degli Oasis non ha risposto alle richieste di commento della stampa britannica. (di Paolo Martini)














