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Scuola e formazione | 14 settembre 2026, 07:22

Scuola, ecco la prima campanella anche a Torino. Ma "mancano" oltre 4100 studenti rispetto allo scorso anno

Il calo demografico incide per quasi l'1,7% sulle presenze in aula nel capoluogo piemontese. Cameroni: "Ragazzi, abbiate sogni grandi"

Primo giorno di scuola per gli studenti torinesi

Primo giorno di scuola per gli studenti torinesi

Pochi minuti e anche a Torino tornerà a suonare la campanella di scuola. In aula, nel capoluogo piemontese, sono attesi poco meno di 242mila studenti. Tanti? Solo all'apparenza: secondo le stime fatte dall'Ufficio scolastico regionale, infatti, si tratta di oltre 4100 studenti in meno rispetto all'anno scorso, per un calo dell'1,7%. A conferma di un calo demografico che nemmeno i flussi migratori riescono più a riequilibrare. In Piemonte il calo è nell'ordine delle 7000 unità.

E se la prima lezione si tiene oggi, la conclusione delle lezioni è prevista per giovedì 10 giugno 2027, mentre per le scuole dell’infanzia le attività termineranno mercoledì 30 giugno 2027. Tra le sospensioni previste nel corso dell’anno figurano le festività natalizie e pasquali e la pausa di Carnevale.

"Qualcuno di voi entrerà a scuola felice di ritrovare i propri amici. Qualcuno lo farà con un po’ di agitazione, perché è il primo giorno in una scuola nuova. Qualcun altro, diciamolo, avrebbe fatto volentieri ancora qualche giorno di vacanza - scrive nella sua lettera dedicata agli studenti Daniela Cameroni, assessore regionale all’Istruzione e Merito -. Davanti a voi ci sono mesi ancora tutti da scrivere. Incontrerete persone nuove, imparerete cose che oggi non conoscete, prenderete bei voti e qualche volta ne arriverà uno che avreste preferito non vedere. Il primo augurio che voglio farvi è: abbiate sogni grandi. Cercate quello che vi appassiona, provate, fate domande, siate curiosi. E quando qualcosa accenderà davvero il vostro interesse, mettetecela tutta. È questo il merito in cui credo. Non una gara per essere migliori degli altri. Ma la voglia di dare il meglio di sé. Il merito è anche questo: provarci. Sbagliare. Capire dove si è sbagliato e riprovarci ancora. Guardarsi indietro e accorgersi di aver fatto un passo avanti".

Massimiliano Sciullo

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