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Attualità | 16 settembre 2026, 08:00

Area cani in via Tintoretto, lo stop del Comune: “Troppo vicina ai palazzi”

La risposta del Comune spegne le speranze di 300 residenti: "Mancano le distanze minime di sicurezza"

Area cani in via Tintoretto, lo stop del Comune: “Troppo vicina ai palazzi”

Più di trecento firme raccolte porta a porta, un appello accorato portato fino in Circoscrizione 2 e la richiesta semplice di uno spazio verde recintato dove poter far correre i propri animali in sicurezza. Ma per i proprietari di cani del quadrante tra via Veglia e via Tintoretto la risposta arrivata da Palazzo Civico ha il sapore di una doccia fredda. Nonostante la mobilitazione di quartiere e la spinta politica del Movimento 5 Stelle, che con il consigliere comunale Andrea Russi e i consiglieri circoscrizionali Rita Grimaudo e Juri Bossuto ha portato la battaglia sui banchi della Sala Rossa, le verifiche tecniche degli uffici comunali mettono un freno alle speranze dei residenti.

I paletti tecnici di Palazzo Civico

A raffreddare gli entusiasmi è proprio la risposta all’interpellanza presentata da Russi. Sebbene la Circoscrizione 2 sia tra le più fornite (con 15 aree sgambamento per un totale di 60 mila metri quadri), l’area verde di via Tintoretto - circa 5.500 metri quadri complessivi - presenterebbe “criticità tecniche ed edilizie” ritenute insuperabili dalle Linee Guida comunali. Un’area cani idonea richiede una superficie minima di mille metri quadri, una recinzione di un metro e mezzo o due e punti acqua dedicati. “Ma il vero ostacolo - ha spiegato l’assessore al Verde, Francesco Tresso -, è la distanza dalle abitazioni: la norma impone di mantenere l’area sgambamento a 40-50 metri dalle case per evitare disturbi acustici ed olfattivi”. Nel giardino di via Tintoretto la distanza dagli edifici residenziali esistenti si fermerebbe a circa 10-15 metri, rendendo l'impianto “sproporzionato e troppo impattante” per i residenti del condominio.

Le distanze e l’appello dei cittadini

Una motivazione che rischia di lasciare scontenti i promotori della petizione, che evidenziavano come per raggiungere la prima area cani utile occorra camminare per oltre venti minuti a piedi, un tragitto quasi proibitivo nei mesi estivi più caldi. I residenti si erano persino offerti di farsi carico della pulizia dello spazio, chiedendo contestualmente interventi di manutenzione ordinaria sulle panchine e sulle recensioni dell'area giochi danneggiata.

Incertezze sui regolamenti regionali

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche il fattore normativo. La risposta dell’Assessorato evidenzia infatti come la Regione Piemonte stia completando l’iter per l'approvazione del nuovo Regolamento attuativo sulla tutela degli animali e la prevenzione del randagismo, che definirà standard igienico-sanitari e tecnici ancora più precisi per le aree sgambamento. Senza questo quadro chiaro e vista la vicinanza estrema ai palazzi, la Città ritiene che “l’area verde di via Tintoretto non abbia tutti i requisiti per la realizzazione di una nuova area sgambamento”.

Philippe Versienti

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