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B. di Milano / Falchera | 20 settembre 2026, 14:13

Pietra Alta celebra il suo fondatore, intitolata una piazzetta a Don Mario Bo

Cerimonia ufficiale in Circoscrizione 6 davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo per lo storico parroco che creò la "Repubblica dei Ragazzi"

L'intitolazione di piazzetta Don Mario Bo

L'intitolazione di piazzetta Don Mario Bo

Costruire una comunità prima ancora di edificare le case. Con questo spirito Pietra Alta ha reso omaggio questa mattina a una delle sue figure più emblematiche: lo spazio pedonale all’angolo tra via Ivrea e corso Vercelli, proprio davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo nella Circoscrizione 6, è stato ufficialmente intitolato a don Mario Bo.

Alla cerimonia di scoprimento della targa hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni, il parroco don Luigi Cervellin, la parrocchia e numerosi giovani dell'oratorio.

La memoria di una periferia cresciuta con il lavoro

A tratteggiare l'impatto storico e sociale del sacerdote, giunto nel quartiere nel 1964 e artefice della costruzione della chiesa inaugurata nel 1971, è stato il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, Domenico Garcea. Evidenziando come Torino Nord abbia dato un contributo fondamentale alla crescita economica e umana della città, Garcea ha ricordato come "Don Mario Bo fu un punto di riferimento concreto per generazioni di famiglie e immigrati, creando spazi di aggregazione storici come la Repubblica dei Ragazzi".

La sinergia istituzionale per valorizzare il quartiere

Soddisfazione per la riuscita dell'intitolazione è stata espressa dal presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, e dal vicepresidente Luciano Speranza, che hanno rimarcato come la piazzetta rappresenti da sempre il luogo di ritrovo del quartiere. "Le istituzioni devono continuare a supportare le associazioni locali seguendo l'esempio di concretezza lasciato dal sacerdote".

Dal canto suo, il parroco don Luigi Cervellin ha paragonato la visione di don Bo a quella di Don Bosco per la capacità di tradurre i grandi sogni in opere al servizio delle persone.

Il testimone passa ai giovani dell'oratorio

Particolarmente toccante è stato il contributo dei giovani dell'oratorio, Alice ed Emanuele, che hanno ricordato come il sacerdote abbia insegnato a costruire la comunità in silenzio e lontano dai riflettori, prendendosi l'impegno di mantenere vivo e accogliente lo spazio della piazza. In chiusura, la vicesindaca Michela Favaro ha portato i saluti della Città di Torino, definendo la partecipazione dei giovani un antidoto fondamentale contro l'isolamento e un segno di speranza per il futuro della zona.

Redazione

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