Un immobile del Settecento recuperato dall'abbandono, riqualificato a tempo di record e restituito alla città come polo integrato per l'inclusione, la salute e l'autonomia. In corso Moncalieri 262, a pochi passi dal Po, è stata completata la trasformazione dell'ex Molino di Cavoretto. L'intervento porta a circa 2.000 metri quadrati la superficie totale delle strutture gestite da FondazioneOz, a cui si aggiungono ben 4.000 metri quadrati di spazi verdi. Il progetto è stato realizzato con un investimento complessivo di 714mila euro, finanziato per 357mila euro dai fondi Pnrr dedicati all'inclusione e alla coesione, per 200mila euro dal Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino e per 157mila euro da risorse proprie della FondazioneOz Ets.
Quattro residenze e percorsi di vita indipendente
Il cuore dell'intervento di recupero edilizio ha riguardato gli spazi del primo piano dell'edificio, trasformati in quattro unità residenziali completamente accessibili in grado di ospitare fino a sei beneficiari contemporaneamente. Tra le dotazioni della struttura figura anche un grande appartamento con sette posti letto destinato a ragazzi e giovani adulti.
I percorsi abitativi sono già operativi e consentono di sperimentare gradualmente la vita indipendente. Sotto la guida di educatori professionali, i giovani utenti svolgono attività mirate a sviluppare le autonomie quotidiane, imparando a gestire la casa e a curare gli spazi personali e condivisi. I programmi comprendono percorsi di educazione alimentare, l'organizzazione della spesa e la gestione economica quotidiana, fino al potenziamento delle competenze digitali e all'orientamento al lavoro, affiancati da momenti periodici di socializzazione.

La sinergia con l'ospedale Infantile
Al piano terra del Molino trova spazio una sezione a diretta vocazione sanitaria. In stretta collaborazione con l'ospedale Infantile Regina Margherita, sono stati allestiti ambulatori e locali dedicati alle prestazioni medico-psicologiche per pazienti tra i 10 e i 18 anni affetti da disturbi della nutrizione e del comportamento alimentare.
Il servizio vede la presenza diretta del personale sanitario dell'ospedale, che opera in continuità con i percorsi educativi e con gli spazi della cucina didattica e professionale gestita dai MagazziniOz. In questi ambienti, il momento della preparazione del cibo e della convivialità viene utilizzato come strumento formativo e di recupero relazionale.
Sostenibilità e verde
L'intervento di ristrutturazione ha trasformato l'edificio anche dal punto di vista dell'efficienza energetica, portandolo alla classe A4, il livello più alto previsto dalla classificazione nazionale. Sulla copertura è stato installato un impianto fotovoltaico che alimenterà la nuova Comunità Energetica Rinnovabile EnergieOz.
All'esterno, la riqualificazione ha valorizzato l'area verde circostante attraverso la realizzazione di un orto terapeutico di 800 metri quadrati, un'area venti volte più grande dell'orto originario di CasaOz. Immerso nel parco fluviale del Po, questo spazio è destinato all'ortoterapia, all'educazione ambientale e alla coltivazione per bambini e ragazzi, sorgendo direttamente lungo il tracciato della futura pista ciclabile che collegherà il parco del Valentino con il Comune di Moncalieri.
Dalla cultura all'apertura al quartiere
Oltre ai servizi socio-sanitari, il Molino nasce come spazio polifunzionale aperto alla cittadinanza. All'interno sono presenti una sala polivalente per eventi e incontri culturali, affiancata da installazioni artistiche permanenti e spazi dedicati alla fotografia e al cinema.
I cittadini e le famiglie del quartiere potranno visitare i nuovi spazi sabato 26 settembre, dalle ore 15 alle 19, in occasione del pomeriggio di porte aperte organizzato per presentare alla comunità le attività e i laboratori del centro.
Favaro: "Un modello reale di autonomia"
"La costruzione di percorsi di vita autonoma per persone con disabilità è una delle sfide più importanti che la collettività intera si trova davanti. Con la nascita del progetto "Il Molino si fa Casa", istituzioni e Terzo settore si attivano per garantire indipendenza a cittadine e cittadini che chiedono autonomia e servizi. Grazie alla riqualificazione di questi spazi, nasce una struttura all’avanguardia capace di offrire soluzioni abitative pensate per specifiche necessità" ha commentato la vicesindaca di Torino, Michela Favaro.
"Con "Il Molino si fa Casa" compiamo un passo concreto nella costruzione di una città più inclusiva, dove il diritto all’autonomia e all’autodeterminazione delle persone con disabilità trova risposte reali nei servizi e nei luoghi. Questo progetto offre l’opportunità di sperimentare percorsi di vita indipendente, rafforzando competenze, relazioni sociali e partecipazione. È questa la direzione che vogliamo seguire: mettere al centro le persone, valorizzando il contributo del terzo settore e delle reti territoriali" ha aggiunto l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Torino, Jacopo Rosatelli.

La Regione: "Una cerniera tra salute e territorio"
Presente all'inaugurazione anche l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, che ha rimarcato il valore strategico della collocazione dell'edificio e la necessità di abbattere gli steccati tra sanità e politiche sociali. "Parlare di salute significa anche mettere ogni persona nelle condizioni di sviluppare al massimo le proprie autonomie e di costruire il proprio progetto di vita. Il Molino nasce esattamente con questo obiettivo: non semplicemente offrire uno spazio accessibile, ma accompagnare ragazze e ragazzi con disabilità nell’acquisizione di quelle competenze quotidiane, relazionali e lavorative che consentono loro di diventare sempre più protagonisti delle proprie scelte".
Il Terzo settore e i grandi partner filantropici
Un progetto nato dal cuore, secondo Enrica Baricco, Fondatrice e Presidente di FondazioneOz. "Non abbiamo semplicemente recuperato un edificio, ma abbiamo fatto crescere una casa. Una casa nella quale bambini, ragazzi e famiglie possano trovare spazi, persone, relazioni e opportunità per ricostruire una quotidianità possibile quando la malattia o la fragilità l’hanno profondamente modificata. Il Molino nasce grazie a una straordinaria alleanza tra pubblico, privato, fondazioni, imprese e persone che hanno creduto nella nostra idea di Quotidianità che Cura. A tutti loro va il nostro grazie".
"Siamo felici e orgogliosi di collaborare con FondazioneOZ ad un progetto straordinario, che dà vita ad uno spazio dedicato a bambini, ragazzi e famiglie con l’obiettivo di creare nuove opportunità di inclusione, relazione e crescita. Rappresenta un esempio concreto della nostra mission: sostenere interventi con impatto significativo e duraturo" è il commento di Fiorella D’Elia, presidente di Fondazione Creonti (sostenitrice dell'intervento edilizio e della gestione nei primi cinque anni).
"Proseguiamo la lunga collaborazione in questo nuovo progetto, che consideriamo una vera e propria impresa per il bene comune, nata dalla sinergia tra pubblico, privato e filantropia. Il Molino di Cavoretto sarà un luogo capace di integrare in modo innovativo cura e benessere, educazione e socialità, sostenibilità ambientale e salute mentale" ha aggiunto Alberto Anfossi, Segretario Generale di Fondazione Compagnia di San Paolo.
"Il Molino di CasaOz - ha concluso Andrea Lecce, Responsabile Direzione Impact Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -, è molto più di uno spazio riqualificato: è un luogo dove la fragilità può trasformarsi in relazioni, competenze e nuove opportunità per bambini e famiglie. Per questo siamo al fianco di CasaOz da anni, con un sostegno diretto e attraverso la nostra piattaforma For Funding. È il nostro modo di essere banca per il bene comune, creando valore sociale concreto nelle comunità".
Al taglio del nastro presenti anche la direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino dell'Ospedale Regina Margherita Franca Fagioli, il direttore generale dell'A.O.U. Città della Salute Adriano Leli, oltre ai vertici delle fondazioni ed enti sostenitori storici come la Fondazione Crt con la presidente Anna Maria Poggi, Reale Mutua e Reale Foundation con Luigi Lana, ed Enel Cuore con Dario Corrisio.
































