Si è svolta oggi a Torino, presso la Sala Viglione di Palazzo Lascaris, la Conferenza Stampa “Tumore della Prostata: le esperienze dei pazienti per migliorare la continuità assistenziale”. L’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di Astellas Pharma, ha riunito esperti clinici e associazioni di pazienti per un confronto sui percorsi di cura del carcinoma prostatico sul territorio piemontese. Per l'occasione è stato presentato il booklet dedicato all’organizzazione dell’assistenza e al contributo della prospettiva dei pazienti nella valutazione dei percorsi di cura.
Un primo approfondimento ha riguardato la diagnosi e la definizione del percorso terapeutico, con attenzione al contributo delle diverse competenze specialistiche. Paolo Gontero, Direttore della Clinica Urologica dell’Ospedale Molinette, ha evidenziato «la gestione del tumore della prostata richiede un inquadramento accurato del rischio e una valutazione delle condizioni della persona. La presa in carico multidisciplinare consente di individuare le opzioni appropriate per ciascun paziente, mentre il colloquio clinico deve renderne comprensibili benefici e possibili conseguenze funzionali, con particolare attenzione alla qualità di vita del paziente».
L’organizzazione della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta ha costituito un riferimento del confronto sulla continuità assistenziale. Massimo Aglietta, Coordinatore della Rete, ha sottolineato «la qualità di una rete oncologica dipende dalla capacità di accompagnare il paziente nei passaggi tra professionisti e strutture. Il lavoro della rete deve proseguire anche dopo il trattamento, con responsabilità definite e un raccordo con i servizi territoriali che permetta di riconoscere e affrontare i bisogni emersi durante il follow-up».
l booklet presentato dedica un approfondimento agli esiti e alle esperienze riferiti direttamente dai pazienti. Su questi aspetti è intervenuto Giuseppe Mirabella, Urologo presso l’ASST Spedali Civili di Brescia e Vicepresidente di Mo4Mo odv ETS, che ha osservato come «le difficoltà vissute dai pazienti possono proseguire anche dopo la conclusione del trattamento. Disturbi funzionali, insieme alle conseguenze psicologiche della malattia, richiedono ascolto e risposte assistenziali. La persona deve sapere a chi rivolgersi e quali possibilità di supporto siano disponibili. Raccogliere le esperienze dei pazienti permette di far emergere queste esigenze e di verificare se l’assistenza ricevuta sia adeguata».
A conclusione del confronto, Silvio Audisio, Commercial Co-Lead di Astellas Pharma, ha dichiarato: «Con il sostegno a questa iniziativa intendiamo contribuire a un confronto sui bisogni delle persone con tumore della prostata e sulle condizioni che possono migliorare il loro percorso di cura. L’ascolto dei pazienti e il dialogo con la comunità clinica e le Istituzioni offrono indicazioni concrete sulle esigenze assistenziali ancora presenti».
La presentazione del documento ha infatti offerto una base di confronto sulle opportunità di consolidamento del modello piemontese, con particolare riferimento alla gestione dell'intero percorso assistenziale. L’integrazione della prospettiva dei pazienti nella valutazione dei percorsi costituisce uno degli indirizzi proposti per affiancare agli esiti oncologici una rilevazione delle condizioni funzionali utile a tutelare la qualità di vita.













