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Economia e lavoro | 23 settembre 2026, 18:36

Tra ‘bonus’ e visione di territorio: il futuro degli architetti

Pinerolo ha ospitato un momento di confronto organizzato dall’Ordine

Una foto di gruppo con Boeri

Una foto di gruppo con Boeri

“Stiamo ancora chiudendo i lavori. Ma ci si inizia a interrogare sul futuro: dopo l’epoca del Superbonus e del Pnrr sarà importante sviluppare una visione di territorio”.

Il futuro della professione di architetto è stato al centro di un incontro che si è tenuto venerdì 18 settembre a Pinerolo. L’evento è stato promosso dall’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori torinese.

All’appuntamento hanno partecipato una cinquantina di professionisti dalle diverse competenze e l’evento ha visto anche la presenza dell’architetto Stefano Boeri.

“Sono iniziative che portiamo avanti da anni per avvicinare la sede provinciale alle realtà locale – descrive il pinerolese Ilario Abate Daga, che è consigliere e tesoriere dell’Ordine –. Come categoria spesso lavoriamo da soli e c’è la difficoltà a fare rete e far sentire una voce forte e coesa, ma anche collaborare per affrontare un mercato frammentato e complesso, dove diverse competenze che si incontrano possono aiutare”.

L’epoca del Superbonus e del Pnrr ha portato molto lavoro, soprattutto alle grandi società di ingegneria e architettura: “Qui molti colleghi sono dipendenti e bisogna capire quanto lavoro avranno negli anni a venire, per mantenere una struttura cresciuta in poco tempo per rispettare tempi stretti – prospetta –. Nel nostro lavoro questi periodi aiutano, ma quel che è importante è trovare una certa stabilità e capire quale sarà il modello professionale degli anni a venire”.

Il mercato infatti si è complicato “ed è sempre più difficile essere competitivi da soli. Anche per le nuove sfide dell’intelligenza artificiale che ricordano in qualche modo la diffusione dei software. Gli studi singoli o più piccoli hanno difficoltà a introdurla sistematicamente nella propria attività”.

L’incertezza del futuro, secondo Abate Daga si combatte anche con una “visione di territorio”, a cui la sua categoria professionale può dare un contributo significativo: “Noi lavoriamo a contatto con il territorio e soprattutto chi si occupa di urbanistica o interventi pubblici, sa leggere il territorio e gli spazi pubblici – argomenta –. Penso che ci sarà una sorta di sfida per le aree che sapranno pensare un futuro e innescare un volano positivo. Il Pinerolese ha grandi potenzialità e sta imparando a lavorare come realtà più ampia del singolo Comune. Ma la frammentazione esiste ancora e lavorando insieme non si potrà che ottenere di più”.

Nell’incontro di sabato è stata anche presentata l’esperienza dello studio ErranteArchitetture di Sarah Becchio e Paolo Borghino.

“Abbiamo riflettuto sull’importanza di fare interventi belli, perché spesso siamo schiacciati tra tempi e adempimenti burocratici, dimenticandoci un aspetto centrale della nostra professione – conclude Abate Daga –. Ma un bell’intervento può diventare un esempio, un modello. E non è ancora riconosciuto fino in fondo il contributo che può dare al territorio in cui viviamo”.

Marco Bertello

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