"Un barattolo pieno di cimici dei letti raccolte dai materassi dei detenuti è il "souvenir" che ho portato a casa dal Lorusso Cutugno a seguito della mia visita a sorpresa dello scorso sabato, in cui ho visitato i padiglioni A, B, C e la sezione femminile di un carcere che ha una situazione di sovraffollamento sempre più ingestibile" così la consigliera regionale Alice Ravinale (Avs) in seguito alla sua visita a sorpresa nel carcere Lorusso Cutugno.
"Anche a fronte di 200 unità di personale di custodie mancanti. Situazione dovuta anche alle norme di questo Governo che hanno aumentato reati e pene, incuranti di cosa avviene dopo la condanna, e portato a vere e proprie cattiverie istituzionali, come gli 11 bambini reclusi nella sezione ICAM insieme alle loro mamme. Ve ne erano 2 a inizio 2026. Resta sulla carta invece la norma lanciata quest'estate da Nordio che avrebbe dovuto fare uscire dal carcere le persone dipendenti da sostanze: mancano infatti le strutture riabilitative previste dalla legge.
Quegli insetti sono solo la punta dell'iceberg di condizioni igienico sanitarie schifose e pericolose, che lo stesso sindacato di Polizia Penitenziaria OSAPP sta denunciando insistentemente ormai da mesi, da ultimo solo questa mattina.
Alle cimici si uniscono formiche e scarafaggi, in alcuni casi anche topi. Nelle docce c'è muffa, alcune finestre hanno i vetri rotti, nel padiglione B è crollato un largo pezzo di soffitto. È solo un caso se gli agenti che lavorano a qualche centimetro dal crollo non sono stati colpiti dai mattoni che si sono staccati dal soffitto e che avrebbero potuto ferirli gravemente. Tutto avviene in celle che in alcune parti del carcere sono di 6 mq ogni 2 persone rendendo di fatto insostenibile la vita all'interno di questi che sono veri e propri loculi. Le celle sarebbero destinate a una sola persona, ma per effetto del sovraffollamento cronico che a oggi tocca +400 persone in più rispetto alla capienza di circa 1100 detenuti, ne ospitano due.
Gli arredi rotti e mai sostituiti completano il quadro di una sistuazione insostenibile anche perché le forniture sono tarate sulla capienza di legge, non su quella effettiva: le lenzuola non vengono sostituite perché non ce ne sono altre, i materassi infestati di insetti non possono essere cambiati perché è finita la scorta destinata all'istituto.
Sul padiglione C, in cui vivono 460 detenuti, praticamente il doppio della capienza, sono stati richiesti ormai più di 3 anni fa importanti lavori di riqualificazione per circa 11 milioni di euro: ma di quel progetto si è persa traccia.
La situazione che ho avuto modo di verificare sabato non lascia dubbi: quei due padiglioni vanno chiusi perché non ci sono le condizioni di agibilità, sicurezza e igienico-sanitarie perché persone ci vivano e ci lavorino. Qualsiasi altro edificio, pubblico o privato, si sarebbe già chiuso da tempo, vietandone l'accesso per la sua pericolosità.
Si può fare: ricordo che ad Alessandria è stato chiuso e svuotato in fretta e furia il San Michele, istituto che funzionava relativamente bene con una capienza di circa 300 posti per realizzare il progetto voluto dal DAP, senza coinvolgere nessuno sul territorio, di realizzare un carcere di massima sicurezza, i cui lavori sono peraltro in ritardo.
Il carcere è privazione della libertà, non privazione dei più basilari diritti, come quello ad un ambiente salubre. Per non parlare della difficoltà, in quelle condizioni, di realizzare la funzione riabilitativa della pena che pure sarebbe la principale funzione costituzionale del carcere.
Al Lorusso e Cutugno, l'Italia è purtroppo in torto: da questa invivibilità discendono innumerevoli atti di autolesionismo, sfociati purtroppo in un suicidio in questo mese di settembre, nonché tensioni continue tra detenuti e personale di custodia.
Il 12 ottobre ci sarà un consiglio regionale aperto sul tema, che chiediamo come AVS ormai da inizio anno: quella delle carceri è una situazione di vera e propria emergenza e come tale va trattata, come abbiamo già chiesto a Cirio quest'estate".














