Aggressioni fisiche, minacce reiterate e un clima di costante e intollerabile pericolo. È quanto denuncia con forza il NurSind in merito all'ennesimo, gravissimo episodio avvenuto la scorsa notte all'interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell'ospedale di Ivrea. Un paziente con problematiche complesse ha manifestato una violenta aggressività: nel tentativo coraggioso di proteggere la dottoressa presente in reparto, un infermiere è intervenuto ricevendo un pugno, cadendo a terra e battendo violentemente la schiena, riportando lesioni giudicate guaribili in 16 giorni che hanno reso necessario l'accesso in DEA.
"La situazione critica si è inoltre ripetuta con nuovi episodi di violenza anche nella mattinata successiva.
Tra le situazioni più allarmanti, che purtroppo si confermano come una criticità diffusa in tutti gli SPDC, figura la gestione di soggetti con problematiche giudiziarie o sociali complesse, inseriti nei reparti senza un'adeguata pianificazione del rischio. A Ivrea questo si somma a pesanti criticità strutturali e organizzative: spazi vecchi e inadeguati che alzano il rischio di contatti e tensioni, aggravati dalla pressione costante dei trasferimenti in arrivo da Chivasso, reparto che risulta tuttora chiuso per lavori".
"Ciò che rende la situazione intollerabile è il persistere di un muro di gomma e di una solitudine operativa. Quando si gestiscono pazienti ad alta criticità, non è pensabile lasciare soli gli operatori o affidarsi unicamente a interventi d'emergenza, non sapendo neppure se esistano o vengano realmente applicati i protocolli operativi tra Azienda e forze dell'ordine così come previsto dalla legge. Gli infermieri, gli OSS e i medici sono professionisti della cura e non possono continuare a fare da scudo umano alle falle del sistema".
Il NurSind ribadisce con forza che le segnalazioni formali non possono essere ignorate e chiede interventi immediati alla Direzione dell'ASL TO4: "Non aspetteremo che accada l'irreparabile. La sicurezza di chi cura è un diritto non negoziabile e richiede investimenti strutturali urgenti e l'istituzione di un presidio fisso a tutela del personale e dei pazienti".














