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Attualità | 01 ottobre 2026, 18:55

Dopo la tragedia di Nicolò, comitati e associazioni scrivono a Lo Russo: "Sicurezza stradale al primo posto"

Chiesto un incontro urgente al sindaco per lanciare una proposta di sperimentazione sui controviali

Immagine d'archivio della ciclabile di corso Regina

Immagine d'archivio della ciclabile di corso Regina

FIAB Torino Bike Pride, il Comitato Vanchiglia Insieme ad altre associazioni e realtà cittadine, hanno scritto una lettera al sindaco Stefano Lo Russo, all'assessore alla Mobilità Chiara Foglietta e al presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri chiedendo un incontro urgente e interventi sulla sicurezza stradale, dopo la tragica morte del piccolo Niccolò di Ciò, investito la scorsa settimana mentre percorreva la corsia ciclabile di Corso Regina Margherita a bordo della sua bici.

"Da quel giorno ci siamo attivati  per chiedere strade più sicure per tutti e tutte e a misura di bambini e bambine. Abbiamo atteso una presa di responsabilità da parte delle istituzioni cittadine che, salvo poche eccezioni, non è arrivata, e quest'assenza ha un peso. Rischia di normalizzare l'idea che morire per strada sia inevitabile e soprattutto che la responsabilità di queste morti sia individuale.  

Quello che è successo non è una fatalità né una colpa individuale. È una tragedia collettiva ampiamente annunciata e frutto di scelte politiche e infrastrutturali precise.

Da anni i comitati di quartiere in Vanchiglia dialogano con la Circoscrizione 7 e l'Assessorato alla Mobilità per sperimentare e mettere a terra interventi per la mobilità sicura e sostenibile, promuovendo iniziative per tutelare aree pedonalizzate, spazi di aggregazione e socialità, e interventi di sperimentazione sulle strade scolastiche. Durante assemblee e momenti di confronto pubblico portati avanti in questi mesi, il comitato Vanchiglia Insieme ha rilevato che tra i bisogni più urgenti dei residenti al primo posto c'è la sicurezza dei percorsi casa-scuola: chi accompagna bambine e bambini a piedi o in bicicletta dichiara di non sentirsi al sicuro. 

L'Istituto comprensivo Gino Strada partecipa da anni a tavoli di lavoro con gli Assessorati e la Circoscrizione e il 25 febbraio di quest'anno aveva segnalato in una lettera urgente una serie di criticità nell'area adiacente al plesso scolastico. Tra queste, si segnalava come il controviale di corso Regina Margherita fosse privo di “elementi chiari e distintivi che segnalino una zona ad alta frequenza di minori, garantendo un livello di sicurezza stradale del tutto inadeguato.”

Per evitare che ancora una volta le nostre segnalazioni si esauriscano in rimpalli di responsabilità e nulla di fatto tra i vari attori istituzionali che amministrano il territorio, chiediamo che il lavoro portato avanti in questi anni si traduca in interventi concreti. Per questo, vi chiediamo un incontro congiunto entro il 20 ottobre per discutere la seguente proposta.

La Consulta della Mobilità ha formalizzato la richiesta di rendere i controviali di Torino più vivibili e a misura di persone. È una proposta ambiziosa quanto urgente, e che raccoglie riflessioni portate avanti da anni anche dalle tante associazioni che si occupano di mobilità e che in questi giorni si sono unite anche al Comitato Vanchiglia Insieme per la “Ciclabile umana”. 

Chiediamo che la Città avvii entro dicembre 2026 un progetto pilota di mobilità sicura e sostenibile nel quartiere Vanchiglia, a partire dai controviali di corso Regina Margherita. Vogliamo che questa sperimentazione sia progettata e costruita insieme a chi vive il quartiere ogni giorno: residenti, famiglie, scuole, attività commerciali, associazioni, Università (che tra i due estremi del quartiere ha le due sedi principali) e parrocchie. Proponiamo di partire dalla proposta della Consulta, aggiungendo alle valutazioni tecniche l'esperienza quotidiana di chi si muove in Vanchiglia a piedi, in bici, con i mezzi pubblici o in auto. Sarebbe anche l'occasione per verificare sul campo cosa funziona e può di conseguenza essere replicato in altri quartieri della città e per coinvolgere la cittadinanza in un cambiamento che riguarda tutte e tutti.

Nel frattempo continueremo a portare avanti la "Ciclabile umana" sul controviale di corso Regina, fino a quando non avremo l'occasione di incontrarvi e confrontarci con voi su tempi e modalità che suggerite per questo progetto pilota. 

Questo è il modo che abbiamo scelto per tenere viva la memoria di Nicolò e per ricordare che muoversi in sicurezza nella propria città è un diritto di ogni persona, a partire da chi, come chi si muove a piedi e in bici, è più vulnerabile", hanno concluso le associazioni.

La lettera è firmata da Comitato Vanchiglia Insieme, FIAB Torino Bike Pride, FIAB Torino Bici & Dintorni, Toroller Collective, Future Parade Torino, Fridays for Future Torino, Giustizia Climatica Ora! (Kontiki), Circolo Legambiente Molecola, Extinction Rebellion Torino, Comitato Torino Respira, Rete informale Piedibus, Comitato Aurora si Cura e Consiglio d’Istituto dell’I.C. Gino Strada.

comunicato stampa

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