Un colpo d'occhio notevole che a prima vista fa pensare a un vero e proprio incendio con il quartiere che sta andando a fuoco. Invece, a provocare quella spessa nube rossastra nel cuore della notte di sabato 3 ottobre, intorno all'una, sono stati i bengala e i fumogeni accesi da un gruppo di giovanissimi nel cuore di Borgo Rossini, nota zona della movida torinese.
Si riaccende il dibattito sulla sicurezza
L'episodio ha riacceso lo scontro politico sulla sicurezza. Il video, che mostra le fiamme a ridosso di auto parcheggiate e dehors affollati, è stato pubblicato da Pierlucio Firrao, consigliere comunale e capogruppo di Torino Bellissima, sul suo profilo Instagram, accompagnato da una richiesta urgente al sindaco e all'assessorato alla Sicurezza Marco Porcedda per garantire una presenza fissa delle forze dell'ordine nella zona.
"Una situazione pericolosa e inaccettabile - denuncia Firrao nel suo post - .Dopo le numerose avvisaglie degli ultimi mesi, quanto sta accadendo dimostra che servono risposte più incisive. Residenti, commercianti e chi frequenta il quartiere hanno diritto alla sicurezza: non possiamo aspettare che qualcuno si faccia male". 
L'esponente di opposizione sollecita un'azione immediata delle istituzioni prima che la situazione degeneri ulteriormente: "Chiedo al sindaco e all’assessore alla Sicurezza di attivarsi immediatamente, in coordinamento con le autorità competenti, per garantire controlli e una presenza costante nelle serate più critiche. Occorre chiarire quali misure siano state predisposte e come si intenda rafforzarle. Borgo Rossini deve poter essere vissuto e frequentato in sicurezza".
"Ostaggio dei maranza nel weekend"
Ma a denunciare la situazione fuori controllo sono gli stessi esercenti della zona: "Siamo stati zitti anche troppo per il timore di danneggiare la reputazione del quartiere che in settimana è ancora un posto bellissimo, ma che il venerdì e sabato è terra incontrastata di maranza fuori controllo", così spiega il titolare di un locale della zona.
"Dopo mesi di tavoli sulla sicurezza nessuno ha fatto niente. Stiamo spendendo cifre folli per la sicurezza privata e parallelamente siamo a meno 50% di incassi oltre all'ansia da stress per dover lavorare in questo clima".
Deri: "60 uomini davanti Aska, nessuno per mala movida"
Anche il presidente di circosrizione Deri segnala un problema di sicurezza nell'area nonostante l'attivazione del tavolo di osservazione a cui ha preso parte Porcedda e una delegazione dei gestori dei locali.
"Purtroppo i controlli si sono svolti soltanto per due week end in agosto facendo poi precipitare l'area nella più completa anarchia a causa della presenza di gruppi che sparano fuochi d'artificio ed hanno atteggiamenti intimidatori - sostiene Luca Deri, presidente della circoscrizione 7 -. Il Ministro Piantedosi preferisce sorvegliare con 60 uomini al giorno il palazzo di corso Regina Margherita 47 piuttosto che impegnare quel personale nei controlli contro la mala movida".
La richiesta della settima circoscrizione è l'attivazione di un pattuglione interforze dalle ore 22 alle ore 3 per i prossimi weekend.
"L'esperienza ci dice che quando l'area è presidiata da forze dell'ordine la situazione è tranquilla - conclude -. Se lo Stato abbandona l'area si rischia di disperdere un modello di collaborazione portato avanti in questi anni tra amministrazione civica e locali che avevano attivato un servizio di steward e pulizia dell'area".
Dal Pd: "Piantedosi deve dare risposte"
L'episodio passa sul terreno del dibattito politico di Sala Rossa: "Firrao, ancora una volta, sbaglia bersaglio – dichiara Claudio Cerrato, capogruppo del Pd in consiglio comunale –. Se il problema è la presenza delle forze dell’ordine, la richiesta va rivolta innanzitutto a chi quelle forze le deve mettere in campo. Il Comune non può decidere quanti poliziotti o carabinieri siano presenti a Torino. È il Governo che deve garantire gli organici e il ministro Piantedosi che deve dare risposte”.
“Da parte nostra – concludono Cerrato e Deri – continueremo a fare ciò che compete a un’amministrazione: collaborare con Prefettura e Questura, segnalare le situazioni di maggiore criticità e chiedere interventi puntuali. Ma proprio per questo continueremo a dire con chiarezza che la sicurezza è una responsabilità condivisa, con competenze precise. A Torino servono più controlli e servono organici pieni nelle forze dell’ordine. Su questo chiediamo risposte concrete, non polemiche contro il bersaglio sbagliato”.
Porcedda: "Solleciteremo nuovamente per più forze dell'ordine"
Sul tema è intervenuto l'assessore Porcedda sottolineando come la situazione sia stata portata più volte all'attenzione del Prefetto e Questore chiedendo una maggior presenza di forze dell'ordine. "L'area - sottolinea l'assessore alla sciurezza della città - è stata anche inserita tra le nuove aree a vigilanza rafforzata. Lunedì in Prefettura solleciteremo nuovamente una maggior presenza delle forze dell’ordine per garantire la dovuta vivibilità ed evitare che fenomeni del genere possano incidere sulla sicurezza di residenti, commercianti e chiunque frequenti quell’area. La sicurezza, per questa amministrazione, rimane una priorità da perseguire con tutti gli strumenti a disposizione e nel rispetto delle funzioni di tutti e non, come per altri, uno strumento di propaganda".
















