Alpignano si prepara a vivere l'inaugurazione della prima Scala delle Partigiane, situata al fondo di via Cervino. Si tratta di un'opera unica nel suo genere in Italia, primo atto del nuovo assessorato dedicato a Resistenza, Costituzione e Antifascismo. Ogni singolo scalino della scala è intitolato a una donna che ha lottato per la libertà. Obiettivo: colmare un vuoto che, per troppo tempo, ha relegato figure fondamentali della Resistenza ai margini della storia ufficiale.
L'iniziativa assume un valore simbolico profondo, come sottolineato dall'assessora Chiara Priante: «Le partigiane non poterono neanche sfilare il 25 Aprile, e questo intervento rappresenta un gesto concreto per onorare il loro impegno». La stessa assessora auspica che il luogo divenga un monumento vivo, capace di ospitare iniziative culturali e di ispirare le giovani generazioni affinché possano trovare nei nomi e nelle storie di queste donne un punto di riferimento per il proprio cammino.
La collocazione della scala non è casuale: sorge infatti proprio sotto l'abitazione di Vito Bonadies, una delle figure di spicco dell'antifascismo torinese, la cui casa è stata crocevia di partigiani, ricerche e progetti legati alla memoria. L'inaugurazione ufficiale è fissata per sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 16, nell'ambito del nuovo festival culturale «C'era una svolta», rassegna che esplora i bivi della storia per decifrare il presente incrociando la dimensione nazionale e quella locale. Il pomeriggio vedrà l'intervento della storica e saggista Marcella Filippa, direttrice della Fondazione Vera Nocentini, in veste di oratrice, e sarà animato musicalmente dal gruppo Le Primule Rosse.
La selezione dei nomi scelti per la scala — disposti secondo un rigoroso equilibrio tra figure locali, regionali e nazionali — è stata curata da una commissione di cui fanno parte la stessa Marcella Filippa, Bruna Bertolo, giornalista e storica, autrice di importanti volumi sulle donne nella Resistenza, Mariella De Vietro, attiva nell'ANPI di Alpignano, Caselette, Givoletto, La Cassa, San Gillio e Val della Torre, e Maria Grazia Alemanno, già insegnante di lettere e vicepresidente della sezione torinese "Frida Malan" della FNISM.
Il percorso ideale prende le mosse dal basso, partendo dalle figure alpignanesi e territoriali per poi elevarsi verso le grandi protagoniste regionali e nazionali. Tra le prime gradinate si incontrano figure simbolo come Emilia Basevino, testimone instancabile della memoria antifascista;, Elsa Albrile, staffetta partigiana con il nome di battaglia «Mirka», attiva tra Alpignano e la Val Sangone, Anna Maria Polo, nota come «Mara», partigiana combattente e staffetta decorata con il grado di sottotenente; e Pierina Leone, la giovane «Piera» legata alle vicende della Val di Susa e alla tragica storia della famiglia Piol.
Il racconto corale della Resistenza femminile prosegue abbracciando figure centrali del territorio piemontese come Brigida Zuccolotto Piol, universalmente nota come «Mamma Piol», madre coraggio che perse il marito e i quattro figli nella lotta di liberazione; Lucia Baudano, la staffetta rivolese che ingegnò il celebre stratagemma di nascondere i feriti nelle bare per superare i posti di blocco nazifascisti; la giovane e sfortunata Maria Teresa Gorlier, martire della libertà a Cesana; le sorelle torinesi Vera e Libera Arduino, trucidate barbaramente dalle Brigate Nere nel marzo del 1945; Carmelina Piccolis; e la dottoressa Silvia Pons, partigiana e medico con il nome di battaglia «Claudia», attiva tra le valli valdesi e Torino.
Il percorso si completa con figure di rilievo nazionale che hanno segnato la storia repubblicana: Lidia Menapace, staffetta partigiana, pacifista e intellettuale di primo piano; Angiola Minella, tra le 21 donne dell'Assemblea Costituente e amministratrice locale; Teresa Mattei, la partigiana «Chicchi», figura chiave nella scelta della mimosa per la festa della donna; e Tina Anselmi, staffetta partigiana «Gabriella», sindacalista, prima donna ministro della Repubblica, presidente della commissione d'inchiesta sulla loggia P2: fu lei a dare vita, nel 1978, alla Servizio Sanitario Nazionale.














