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Economia e lavoro | 05 novembre 2026, 11:03

Mirafiori, l'autunno porta altra cassa integrazione: arriva anche la quarta settimana di fila

Mannori (Fiom): "La carenza di materiali è un alibi. Nessun sindacato ha firmato perché l'azienda non vuole inserire il rateo di ferie e permessi che i lavoratori rischiano di perdere"

Nuova cassa integrazione a Mirafiori

Nuova cassa integrazione a Mirafiori

E con questa fanno quattro. Ancora una settimana di cassa integrazione per Mirafiori, sulla linea della 500 (ibrida ed elettrica). La notizia è stata comunicata questa mattina ai sindacati, dopo che già da tre settimane gli ammortizzatori sociali hanno fatto il loro ritorno nella carrozzeria dello storico stabilimento Stellantis di Torino.

La motivazione addotta dall'azienda, anche in questo caso, è una carenza di materiali e componenti per poter procedere con l'assemblaggio. Ma i rappresentanti dei lavoratori non sembrano convinti. Come spiega Gianni Mannori, responsabile di Mirafiori per Fiom Cgil Torino, "L'azienda voleva la firma, ma nessuno l'ha messa visto che si supereranno quasi sicuramente il 50% dei giorni non lavorati nel mese e quindi non si maturerà il rateo di ferie e permessi. L'azienda ha rifiutato di inserirlo e nessuna organizzazione ha firmato la cassa". "Riteniamo che la mancanza di materiali sia un alibi. Può capitare altrove, come a Pomigliano, dove si producono vetture che vendono. Ma non è il caso di Mirafiori con la 500 ibrida. La situazione sarà sempre più drammatica se non arriva un altro modello".

"La situazione produttiva presenta un ulteriore aggravamento con il prolungamento della Cassa Integrazione sugli impianti di fabbricazione auto e conseguente potenziale riflesso negativo a carico degli enti di fornitura come il Powertrain Components Plant e le Officine Presse - aggiunge il segretario Fim Cisl Igor Albera, referente Settore Automotive -. Vista la comunicazione del prolungamento della CIG, da parte sindacale è stato richiesto il riconoscimento dei ratei di maturazione dei vari istituti, condizione di miglior favore che avrebbe aiutato almeno parzialmente i lavoratori. L’Azienda non ha dato garanzie su questa possibilità. Alle difficoltà già note legate al mercato si aggiunge quella del reperimento di alcuni componenti elettronici fondamentali, confermatoci dagli addetti del settore. Sembra aprirsi una fase di forte complessità legata alla disponibilità dei semiconduttori e della componentistica elettronica avanzata abbinata alle già note criticità di mercato. Resta come sempre la debolezza di Mirafiori che dispone di un unico modello nelle due varianti ma che è evidentemente insufficiente a garantire la missione produttiva del plant, al netto dei nuovi problemi di approvvigionamento. L’automotive torinese, piemontese e italiano risulta sempre più esposto, se le non moltissime vetture richieste dal mercato risultano non producibili per carenza di componenti oppure per il troppo elevato costo degli stessi, ci attende un 2027 durissimo da superare e le ripercussioni maggiori ricadranno sui lavoratori".

"Siamo stanchi di commentare i continui fermi produttivi di Mirafiori e, soprattutto, i lavoratori sono stanchi di vivere con i salari decurtati. Di nuovo cassa dal 9 al 13 per chi lavora alla 500 per presunta mancanza di componenti. Meno male che quel modello avrebbe rilanciato lo stabilimento. I lavoratori si aspettano, giustamente, di aver maturato ratei mensili di ferie e permessi, dato che questa è la quarta settimana di stop di fila, e chiedono la conferma dei dipendenti in somministrazione, ma la società fa muro. La comunità torinese si aspetta che agli annunci su un secondo modello seguano dei fatti reali, di cui al momento non si vede traccia. Sono anni che si va avanti a promesse disattese, mentre Stellantis continua a porre condizioni e avanzare richieste. Servono investimenti e un modello mass market. E serve che le istituzioni facciano la loro parte per togliere ogni alibi a Stellantis e fermare il declino industriale e occupazionale dell'automotive piemonte", dichiarano gli esponenti di AVS Marco Grimaldi, vicecapogruppo alla Camera, Alice Ravinale e Valentina Cera, consigliere regionali ed Emanuele Busconi, consigliere comunale a Torino.

Massimiliano Sciullo

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