Sit-in con l'appoggio della Circoscrizione 6 davanti al Parco Sempione, all'angolo con via Boccherini: fuochi accesi, bivacchi, spaccio, prostituzione. È il degrado denunciato dai residenti di Barriera di Milano. Ma tra i politici presenti sono volate parole forti e i toni sono stati tutt'altro che pacati.
I manifestanti hanno chiesto un intervento immediato al sindaco Stefano Lo Russo e alla sua giunta, accusati di aver abbandonato questa fetta di quartiere a se stessa. E durante la breve camminata attorno all'isolato la protesta si è fatta ancora più evidente: scontri verbali tra i consiglieri di Circoscrizione e vertici della Regione presenti, ma sopratutto i fuochi accesi e le tendopoli improvvisate all'interno del parco.
Nonostante l'incessante pioggia, a guidare l'iniziativa è stato il comitato spontaneo dei cittadini che si occupa di degrado e sicurezza di Barriera di Milano. A prendere la parola per primo è stato Francesco, uno dei quattro promotori da cui è partito tutto, insieme ad Angela, Luigi e Andrea.
"Degrado assurdo"
"Siamo qui oggi per farci sentire, per far sentire la nostra voce. Abbiamo un bellissimo parco, ma c'è un degrado assurdo", ha detto rivolgendosi direttamente al sindaco Lo Russo. E poi l'appello: "Alla prossima manifestazione dovremo essere ancora di più a scendere in campo, perché bisogna essere uniti".
Tra i punti più delicati emersi c'è sicuramente la questione sicurezza davanti alla scuola. Emanuele, insegnante dell'asilo Perrault di via Boccherini, proprio di fronte al parco, ha raccontato una quotidianità insostenibile: "Quando portiamo i bambini la mattina e li veniamo a prendere il pomeriggio è una situazione insostenibile: le prostitute e i tossici ci bussano alla macchina con i bambini presenti, vogliono la sigaretta, vogliono i due euro".
La richiesta della scuola è semplice: un ingresso sul corso e la presenza fissa di qualcuno, polizia o polizia municipale, a presidiare l'entrata e l'uscita dei bambini.
Parole forti tra i consiglieri di Circoscrizione
Ma il sit-in non è stato solo protesta contro il Comune. A infiammare la serata sono stati i battibecchi tra gli esponenti politici presenti.
Prima un botta e risposta tra il vicepresidente della Regione, Maurizio Marrone e la capogruppo del Pd della Circoscrizione 6, Isabella Martelli, quando il vicepresidente della Regione ha accusato chi manda sul posto gli operatori di Rainbow For Africa di favorire anche il consumo di stupefacenti con il materiale sterilizzato, riferendosi direttamente all'Amministrazione Lo Russo.
Poi, poco prima dell'inizio della camminata, un altro scontro, questa volta tra la stessa Martelli e la coordinatrice al Verde della Circoscrizionee 6, Giulia Zaccaro, con toni accesi e insulti da parte della consigliera dem, che non era riuscita a finire di parlare. Al centro, l'accusa della Circoscrizione al Comune di aver trascurato la zona. A far scattare la reazione la frase della consigliera dem, secondo cui sulla situazione del parco la colpa sarebbe un po' di tutti.
Circoscrizione 6 e Regione: "Esigiamo soluzioni dal Comune"
Secondo la Circoscrizione, il problema principale è il mancato inserimento della piscina coperta dentro un piano di riqualifica del PNRR. Fondi importanti che non sono stati investiti e che, entro il 2026, avrebbero potuto restituire al quartiere una piscina nuova.
Lo ha ribadito il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto: la Regione aveva proposto almeno tre milioni per l'abbattimento, ma il Comune ha risposto che c'erano altri piani, quelli del fondo spagnolo Supera, che avrebbe dovuto riqualificare l'intero quartiere. Ora i cittadini chiedono una risposta chiara: "Questa azienda esiste ancora? Il progetto esiste? Perché qui si sta giocando sulla pelle delle persone. Da tempo proponiamo soluzioni che vengono ignorate".
Duro anche l'intervento della coordinatrice al Verde Zaccaro: "Chiesi di inserire l'intera area all'interno dei piani di riqualificazione del PNRR e il Comune di Torino non ha accettato questa nostra soluzione. Quindi oggi esigiamo che vengano qui loro del Comune a dare soluzioni e risposte, perché noi l'avevamo detto".
Sulla stessa linea il vicepresidente Marrone, che ha chiesto al Comune di smetterla di "sostenere la permanenza dei bivacchi e di collaborare con la Regione, che aveva già proposto sei milioni di euro con la scorsa programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione per abbattere le strutture obsolete e ricostruirle rinnovate. Sarebbe opportuno che la Città ammettesse che qui non si sta risolvendo nulla", ha detto.
La posizione del Pd
A chiedere di non strumentalizzare la protesta è stata la stessa capogruppo del Pd Martelli, che ha fatto un appello a tutte le forze politiche a lasciare i cittadini a capo delle proteste e a lavorare insieme tra forze politiche e istituzioni per risolvere il problema. "Bisogna lavorare insieme tra forze politiche e varie istituzioni, senza strumentalizzare", ha detto, chiedendo poi interventi precisi: il Comune con i progetti che proseguono, la Regione con l'ASL e il Prefetto con un presidio interforze fisso, anche solo per un periodo, per controllare e delimitare l'area e poi restituirla ai cittadini. Diversamente, ha avvertito, le persone si sposteranno solo di un isolato e il problema rimarrà.
Sulla stessa linea il consigliere comunale (PD) Toni Ledda, presidente della Commissione Urbanistica, che ha detto di aver partecipato alla manifestazione perché il disagio vissuto da anni dai cittadini "merita ascolto e risposte concrete" e non va lasciato alla strumentalizzazione politica. Ha rivendicato l'impegno della Città nella rigenerazione dell'area, con l'avvio dei cantieri previsto nei prossimi mesi, ma ha sottolineato che la trasformazione urbana deve essere accompagnata fin da subito da interventi sanitari e sociali sulle dipendenze e da un'azione efficace contro lo spaccio, su cui servono risposte da Regione e Governo.
"Chi oggi guida la protesta appartiene alle stesse forze politiche che governano quegli enti e ha quindi strumenti e responsabilità per intervenire: ai cittadini dobbiamo risposte coordinate e un impegno concreto", ha infine detto Ledda.





















