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Economia e lavoro | 07 novembre 2026, 11:25

Negozi di vicinato contro la violenza di genere, in arrivo il protocollo pilota che trasforma le botteghe in presidi di soccorso

I dati del Telefono Rosa spingono per nuovi canali d'aiuto per chi non può denunciare

Negozi di vicinato contro la violenza di genere, in arrivo il protocollo pilota che trasforma le botteghe in presidi di soccorso

Le attività commerciali del territorio pronte a diventare una rete di protezione e prima accoglienza per le donne vittime di maltrattamenti e violenze domestiche. In vista dell'approvazione del protocollo d'intesa fissata per il prossimo 18 novembre, la politica locale accelera su un progetto pilota pionieristico destinato a coniugare il welfare di prossimità con la tutela dei diritti fondamentali. 

L'iniziativa, nata su impulso delle forze politiche d'aula (Torino Domani e Lista Civica per Torino) con le consigliere Isabella Brianza, Benedetta Maina, Vittoria Nallo, Francesco Martinez e Chantal Balbo Di Vinadio, punta a trasformare i negozi di quartiere in vere e proprie "antenne" della rete antiviolenza.

La violenza tra le mura domestiche

L'urgenza dell'intervento nasce dall'analisi dei dati, che tratteggiano un quadro allarmante e sommerso: secondo le rilevazioni Istat, la violenza di genere colpisce una donna su tre e nel 90% dei casi non viene denunciata. I dati del Telefono Rosa Piemonte riferiscono di 761 donne accolte in presenza nel 2024 e oltre 5.000 contatti virtuali (email e social), a conferma delle enormi difficoltà nel compiere il primo passo o nel muoversi in autonomia. 

Poiché in oltre il 50% dei casi l'autore delle prevaricazioni è il coniuge o convivente, i momenti dedicati alle spese quotidiane per la casa o per i figli rappresentano uno dei pochi spazi di libertà d'azione. Da qui l'intuizione: fare dei negozianti di fiducia un "punto di contatto" sicuro e discreto.

Formazione col Telefono Rosa 

Il cuore della proposta, in vista dell'adozione ufficiale del 18 novembre, risiede nel coinvolgimento diretto del Telefono Rosa Piemonte per la stesura del protocollo. I negozi aderenti esporranno materiale informativo e vetrofanie per segnalare la propria disponibilità, offrendo alle donne che non sanno come orientarsi un primo canale d'accesso sicuro.

Il documento definisce con chiarezza i ruoli: l'onere, la responsabilità e la gestione dei colloqui di supporto restano interamente in capo ai volontari specializzati del Telefono Rosa, garantendo alle vittime la massima tutela scientifica e procedurale ed evitando al tempo stesso di sovraccaricare gli esercenti di competenze che non competono loro.

ph.ver.

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