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Attualità | 24 maggio 2019, 07:13

L’ansia per l'allenatore e l'ossessione dei social

Da un paio di settimane, non c’è angolo della città di Torino dove non sia comparso Guardiola, oppure un bar dove Mourinho non abbia almeno preso un caffè

L’ansia per l'allenatore e l'ossessione dei social

Il toto-allenatore è la cosa più divertente dell’ultimo periodo. Supera addirittura i film di Totò, la comicità stucchevole di Lando Buzzanca, la verve di Alberto Sordi. 

Da un paio di settimane, non c’è angolo della città di Torino dove non sia comparso Guardiola, bar dove Mourinho non abbia almeno preso un caffè battibeccando, fedele al suo carattere truce, col barista di turno. 

Il coiffeur granata vicino a casa ha risposto nel cassetto la foto di Mihajlovic, anche solo per precauzione, mentre il gommista napoletano comincia a intravedere sempre più similitudini tra la tuta di Sarri e quella Fiat. 

Se Antonio Conte a Torino è l’unico realmente presente per residenza, le sue repentine uscite di casa creano angustie da un lato e speranze dall’altro. I due popoli del ‘pro e contro Parrucchino’ si fronteggiano, con non poche tensioni.  Se Zidane parla del Madrid, la sua dipartita è cosa imminente. Quando Pochettino ricorda le sue lontane origini piemontesi, il movente nostalgia lo riporterà sicuro a Torino. Quanto a Inzaghi, amico di vecchia data di Paratici, il suo arrivo è cosa fatta. Gasperini è cuore bianconero, Klopp sotto sotto mente perché vuole il bianconero e Carrera ha abbandonato troppo presto lo Spartak per non destare anche lui qualche sospetto. 

La nuova malattia del Secolo si chiama ‘Social’. 

Non si trovano, al momento, antidoti e cure, per cui si presenti in fretta il nuovo Mister.

Beppe Franzo

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