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Attualità | 13 dicembre 2017, 20:00

"Prevenire è meglio che curare: sulla siccità aprire un tavolo regionale per rivedere la normativa sulla gestione delle acque"

Lo chiede la Coldiretti Piemonte

"Prevenire è meglio che curare: sulla siccità aprire un tavolo regionale per rivedere la normativa sulla gestione delle acque"

Il 2017 è stato il secondo anno più caldo del pianeta con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di 0,91 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. Le anomalie sono state evidenti anche in Italia dove la primavera 2017, dal punto di vista meteorologico, è stata la seconda più calda dal 1800, con +1,9 gradi ma a giugno lo scarto è stato addirittura di +3,2 gradi, secondo il Cnr.

Il Piemonte ha fortemente risentito della siccità che dalla primavera si è protratta all’intera estate facendo registrare varie problematiche alle colture per cui le nevicate di questi giorni non devono far dimenticare la situazione dei mesi scorsi. Da inizio anno, infatti, complessivamente il calo di pioggia sul Piemonte è stato di oltre il 30% con punte del  50–70% registrate nel mese di settembre  su un’ampia area della regione. Questi dati, unitamente ai valori delle alte temperature, hanno determinato un deficit idrico insopportabile per il comparto agricolo con molti canali irrigui asciutti nei momenti di massima esigenza.

“A fronte della situazione che i nostri imprenditori hanno vissuto nei mesi scorsi, è necessario attivarsi per prevenire tali fenomeni ed essere pronti ad affrontare il ripresentarsi di una eventuale siccità così severa - spiegano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Per tale motivo, chiediamo alla Regione di aprire al più presto un tavolo di lavoro per rivisitare la normativa vigente in materia di utilizzo dell’acqua a scopi irrigui e valutare strumenti idonee, applicabili su tutto il territorio regionale, per migliorare la gestione di situazioni simili a quelle recentemente verificatesi ed essere in grado di supportare con le giuste formule sia le imprese agricole sia l’attività svolta dai consorzi irrigui”.

c.s.

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