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| 09 aprile 2020, 09:07

Anche Exor si difende dalla pandemia, John Elkann: "La fusione Fca-Psa non è a rischio"

A poche settimane dall'Investor day, il presidente scrive agli azionisti: "Stiamo vivendo settimane difficili che si trasformano in mesi inimmaginabili. Ma siamo in prima linea per la ripresa

Anche Exor si difende dalla pandemia, John Elkann: "La fusione Fca-Psa non è a rischio"

Una “lettera dal lockdown”. Così John Elkann ha voluto definire la comunicazione che nelle scorse ore ha mandato come presidente di Exor agli azionisti, per accendere una luce nel mezzo dell'emergenza Coronavirus e fare il punto, poche settimane dopo la celebrazione dell'Investor day. Poche settimane, ma sembra un altro mondo.

"Stiamo attraversando settimane estremamente difficili, che si stanno trasformando rapidamente in mesi inimmaginabili. Si tratta di eventi che nessuno di noi sarebbe stato in grado di prevedere anche solo poco tempo fa quando si è tenuto il nostro Investor Day a Torino", dice Elkann. Che però mette in chiaro che Exor sarà "in prima linea per la ripresa".

A cominciare da uno degli eventi più importanti del 2019, forse il più importante: la fusione tra Fca e Peugeot. "Siamo molto fiduciosi di riuscire a raggiungere le sinergie dichiarate pari a circa 3,7 miliardi di euro all'anno stante la situazione attuale (cioè senza chiusura di stabilimenti), grazie alla creazione di una nuova società, soprattutto considerando che sarà guidata da Carlos Tavares, che ha raggiunto solidi risultati come ceo di PSA e capisce l’importaza della cultura aziendale".

Altre due dimensioni che si preparano al cambiamento sono CNH e PartnerRe. Quest'ultima, in particolare, passerà al gruppo di assicurazioni francese di Covéa. "Nel momento in cui abbiamo ricevuto l'offerta eravamo molto soddisfatti dell'evoluzione di PartnerRe, quindi la decisione di procedere con la vendita è stata quindi difficile. Ma alla fine abbiamo concluso che Covéa sarebbe stata una buona casa per PartnerRe e per i suoi dipendenti", dice ancora Elkann. 

Il cerchio si chiude ancora sull'emergenza Covid-19. "Nelle prime settimane del 2020, i nostri colleghi e partner in Cina ci hanno informato della diffusione di un nuovo Coronavirus in loco e della natura e dell'impatto delle misure di contenimento adottate. Tuttavia, al tempo, non avevamo idea delle profonde conseguenze che il Covid-19 avrebbe presto provocato sul resto del mondo - scrive il presidente di Exor -. L'Italia è stata il primo Paese, al di fuori dell'Asia, a esserne pesantemente colpito. Nonostante le difficoltà e il disagio creati dal distanziamento sociale, abbiamo visto persone offire supporto psicologico, pratico e finanziario a chi è più a rischio o in difficoltà, mentre famiglie, amici e colleghi hanno dovuto fare i conti con la realtà di questa pandemia, a volte purtroppo nel modo più tragico. Porgo le mie sincere condoglianze a tutti coloro che hanno perso i loro cari a causa di questa crudele malattia". "Vorrei anche rivolgere un pensiero di gratidine per gli innumerevoli atti eroici da parte di dottori, infermieri e personale medico che stanno proteggendo tutti noi, mettendo in salvo moltissime vite". 

E tornando ad aspetti più economici, sottolinea come "Durante questa crisi abbiamo anche fatto tutto il possibile per proteggere le nostre società, consapevoli che quando le nostre economie ripartiranno, saranno in prima linea, per fare in modo che tutte le nostre comunità e i paesi in cui operiamo possano iniziare la ripresa". E "Oltre ad affrontare le conseguenze della crisi per le nostre società, abbiamo anche realizzato iniziative immediate per sostenere gli interventi sanitari nelle comunità in cui operano, e continueremo a farlo: abbiamo acquistato e regalato respiratori e dispositivi di protezione individuali per chi lavora in prima linea nel sistema sanitario e abbiamo messo a disposizione pro bono le nostre capacità tecniche e ingegneristiche per aumentare in modo significativo la produzione di Siare, unico produttore italiano di respiratori. Progetti simili sono in corso negli Stati Uniti con GE Healthcare e Hillroom. 

"Sappiamo che - nonostante timidi segnali indicanti, per lo meno in Italia, che il picco dell’epidemia sia già stato raggiunto - ci aspettano ancora molti giorni difficili. Continueremo a fare tutto ciò che possiamo, sia nelle nostre società che nelle comunità dove viviamo, al contempo avendo cura di pianificare i progetti future". Con l'auspicio di "superare la tempesta. Insieme".

redazione

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