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Eventi | 21 settembre 2021, 06:58

Il Festival delle Migrazioni torna da stasera a Torino per “ribaltare i paradigmi”

La rassegna, organizzata da ACTI, AlmaTeatro e Tedacà, si svolgerà fino a domenica 26 settembre in 4 differenti location. Tra gli ospiti anche Cecilia Strada

presentazione festival migrazioni

Il Festival delle Migrazioni torna a Torino per “ribaltare i paradigmi”

Ribaltare i paradigmi”: è questa l'essenza del Festival delle Migrazioni. La rassegna di arte, teatro e letteratura organizzata dalle compagnie ACTI Teatri Indipendenti, AlmaTeatro e Tedacà in collaborazione con diverse realtà istituzionali, culturali e sociali, tornerà a Torino da questa sera, 20 settembre, a domenica 26 settembre in 4 differenti location: ex cimitero di San Pietro in Vincoli, Polo del '900, Scuola Holden e Ufficio Pastorale Migranti.

Il programma, ampio e variegato, si sviluppa attraversando i linguaggi espressivi: nella giornata inaugurale spicca l'incontro “LGBT+ Accoglienza, discriminazioni e buone pratiche”, seguito dalla proiezione del film “Mr Gay Syria” (Ore 21 al Polo del '900).

Il programma

Non mancheranno, successivamente, eventi in grado di toccare le diverse tematiche legate alle migrazioni: mercoledì 22 focus sul cibo con il film “Couscous: seeds of dignity” con tanto di incontro con Gabriele Proglio dell'Università del Gusto (Ore 21.30 al Polo del '900), mentre mercoledì 23 si parlerà di inclusione lavorativa durante la tavola rotonda intitolata “Per un lavoro accogliente”; giovedì appuntamento con l'opera d'arte partecipata “Face the wall” di Fabio Saccomanni (Dalle 17 a San Pietro in Vincoli e all'Ufficio Pastorale Migranti).

Venerdì 24 (ore 17 alla Scuola Holden) sarà la volta di uno dei momenti più attesi: durante l'incontro “Non siamo tutti sulla stessa barca” dedicato alla connessione tra clima e migrazioni, parteciperà infatti Cecilia Strada di ResQ People. In serata, invece, è previsto lo spettacolo teatrale “Arle-chino, traduttore-traditore di due padroni”, interpretato dall'attore cinese Shi Yang Shi (Ore 21 a San Pietro in Vincoli). Non mancherà nemmeno la musica, in grado di prendere il suo spazio sabato 25 con l'evento “Culture, music, integration” con protagonista la cantautrice Awa (Ore 18 alla Scuola Holden; a seguire, da non perdere la “Cena delle cittadinanze” (Ore 20.30 a San Pietro in Vincoli) con stand gastronomici e cucina a offerta libera.

Domenica 26, in chiusura di festival, si tornerà invece sul tema del lavoro con l'incontro “Braccianti a Saluzzo: il lavoro e l'accoglienza” (Ore 16 alla Scuola Holden) e si approfondirà la situazione afghana con il dibattito “Afghanistan: dai presupposti del conflitto alla postdemocrazia”. Il programma completo è a disposizione sul sito www.festivaldellemigrazioni.it.

Gli obiettivi del festival

A illustrare gli obiettivi della manifestazione è Beppe Rosso di ACTI, condirettore della rassegna insieme a Gabriella Bordin di AlmaTeatro e a Simone Schinocca di Tedacà: “Vogliamo - spiega – allargare il più possibile la platea delle comunità partecipanti coinvolgendo, insieme a quelle più accreditate e presenti nella vita pubblica torinese, anche quelle che devono ancora aprirsi alla cultura per trasformarle in soggetti attivi. Il Festival, infine, vuole essere una scommessa perché in campo artistico si possono ancora fare e perché avevamo l'intenzione di realizzare un'iniziativa innovativa”.

Marco Berton

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