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Economia e lavoro | 26 ottobre 2021, 12:30

Cattolica Assicurazioni: dagli azionisti ex soci un deciso 'no' all’OPA Generali

In base al Patrimonio Netto Consolidato, all’avviamento non espresso, alle recenti operazioni di mercato e ai valori di redditività dichiarata, il prezzo offerto deve essere almeno di 10 euro.

Cattolica Assicurazioni: dagli azionisti ex soci un deciso 'no' all’OPA Generali

I coordinatori di CASA CATTOLICA, la rete delle associazioni degli ex soci, dei piccoli e medi azionisti, dei rappresentanti della politica e delle imprese del territorio che si sono riunite sotto un unico “tetto”, esprimono in modo unanime il loro NO alla svendita di Cattolica Assicurazioni a Generali Spa e non aderiranno all’OPA lanciata dal gruppo assicurativo triestino a 6,75 EURO.

Il prezzo è ritenuto assolutamente non congruente con il reale valore della società.

Il valore offerto da GENERALI è INFERIORE del 40% al valore di PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO (che al 30/06/2021 ammonta a 11,72 Euro per azione) il quale a sua volta non tiene conto dell’avviamento costituito da 3,5 milioni di CLIENTI, una RETE AGENZIALE di 1400 agenzie e da 125 anni di storia, certamente di quantificabile in parecchie centinaia di milioni di euro.


Buona parte dei 18.600 soci storici, oggi azionisti dopo la contestata trasformazione in Spa (è ancora in corso una importante causa legale presso il Tribunale di Venezia), hanno in carico mediamente il titolo tra i 12 e i 16 euro.


Lasciando perdere i picchi del 2005, 2006 e 2007, (oltre 20 Euro), il prezzo offerto è inferiore del 41% alle quotazione del 01/01/2010 (11,55 Euro) e del 27% rispetto a quella del 01/01/2018 (9,25 Euro).



Per i non addetti ai lavori, le società bancarie quotate talvolta quotano a sconto rispetto al patrimonio netto. Questo è dovuto al fatto che il mercato stima che vi possano essere nei portafogli crediti inesigibili o che la profittabilità non sia adeguata.  

Che sia così anche per CATTOLICA? Ci sembra che tali ipotesi siano smentite dalle comunicazioni del CDA del 6 agosto 2021 che relativamente al bilancio del 30/06/2021 affermano: “l’Utile netto di gruppo ammonta a €107MLN (+938%), raccolta premi in decisa CRESCITA, (…) con un OTTIMO MIXSolvency ratio stabile a 197%. Inoltre nello stesso comunicato, “raccolta complessiva a €2,6 mld in INCREMENTO, sia nel lavoro diretto premi danni (+2,3%) sia nel vita (+40,9%)”. E per finire “la combined ratio si conferma ad UN ECCELLENTE LIVELLO (87,7%) e il “patrimonio netto consolidato pari a €2.677mln in crescita rispetto al FY2020 (€2.613mln)”.


I casi sono quindi due: o il prezzo offerto da GENERALI sconta scenari della gestione passata e presente diversa da quelli espressi da bilancio o semplicemente il PREZZO NON E’ ADEGUATO.


In base al Patrimonio Netto Consolidato e Netto, all’Avviamento non valorizzato, alle recenti operazioni di mercato (ad esempio Allianz su AVIVA), ai valori di redditività dichiarata IL PREZZO OFFERTO DEVE ESSERE ALMENO DI 10 EURO


Diversamente, in caso di adesione totalitaria al prezzo di 6,75 Euro, sarebbero circa 700 i MILIONI DI EURO che verrebbero a mancare nelle tasche di migliaia di piccoli e grandi risparmiatori di un territorio che ha creduto per decenni in Cattolica.

C.S.

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