Il mondo cambia e le imprese sono in crisi ma, secondo Giovanni Genovesio, gli imprenditori hanno la capacità di riprendersi e riconvertirsi, quello che serve è però una mano dall'Unione Europea e dalle banche. Ai microfoni di DixTV, il presidente di CNA Piemonte - la Confederazione dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa - ha descritto le sfide attuali e le possibili risposte, lanciando appelli alla politica e alla finanza.
"Non sarà un anno semplice"
"Le aspettative per il 2025 ci fanno stare con un livello di attenzione molto alto - ha commentato -, non sarà un anno semplice. Le problematiche sono molteplici e in coda ad anni di particolare difficoltà. Per programmare, abbiamo necessità di un panorama più sereno e stabile".
Il primo appello lo lancia alle banche: secondo Genovesio una delle necessità più immediate è il supporto dagli istituti di credito, che devono credere negli imprenditori e finanziarli. "Abbiamo bisogno che il sistema bancario supporti le imprese, oggi non si riesce ad accedere al credito. Stiamo dialogando con profitto con Regione Piemonte per creare formazione e misure di sostegno alle PMI e abbiamo chiesto di farsi promotrice di maggiore sensibilità nei confronti degli istituti di credito".
"Servono le risorse"
Il punto fondamentale è riconvertire la produzione e le competenze dei lavoratori, in un mercato che sta cambiando in fretta. Le imprese devono riuscire a trasformarsi, ma si tratta di un processo che ha bisogno di molte risorse: "Gli imprenditori - ha spiegato Genovesio - hanno dimostrato capacità di riconvertirsi, ma è molto costoso, servono le risorse. Chiediamo con forza che ci siano dei provvedimenti di programmazione e progettazione. Se non sosteniamo gli imprenditori per accompagnarli in una riconversione non creiamo posti di lavoro".
La filiera Stellantis impatta sull'indotto
A Torino e in Piemonte, il pensiero non può che andare alla filiera di Stellantis, che con la sua crisi sta mettendo in difficoltà moltissime aziende del settore produttivo dell'automotive, un tempo fiore all'occhiello della regione. Ma secondo CNA le imprese sono pronte alla riconversione, non si tratta della prima crisi così grave del settore.
"La crisi Stellantis 2024/2025 non è la prima - ha spiegato Genovesio -, l'abbiamo vissuta nell'era Fiat e nell'era FCA. I nostri imprenditori sono capaci e intraprendenti, già si erano affacciati su mercati diversi da quello nazionale. Oggi dobbiamo cercare di supportarli alla riconversione da un mercato diverso da quello dell'automotive, la componentistica automotive deve guardare ad altri settori. Il Piemonte ha tanto da dire, è eccellente nell'agroalimentare, nell'enogastronomia, nell'accoglienza turistica: una parte di lavoratori li possiamo riconvertire in settori nuovi che ci garantiscano un futuro. Abbiamo visto con grande favore il raddoppio degli stanziamenti per il sostegno sociale ma abbiamo anche apprezzato che siano vincolati alla formazione. Siamo certi che i nostri lavoratori debbano avere la priorità ma anche gli imprenditori hanno necessità di avere formazione per affacciarsi ad esempio all'aerospazio".
L'appello all'Europa
Il secondo appello l'ha rivolto all'Unione Europea, che deve fare più attenzione alle politiche economiche e legate al green: "La politica estera dell'Unione Europea deve essere reattiva e capire che il mondo è cambiato. Abbiamo sempre detto che alcune politiche erano scellerate. Abbiamo pensato all'auto elettrica che è sicuramente un pensiero di grande impatto sull'ambiente ma non abbiamo pensato alle infrastrutture a monte. Non abbiamo pensato che avremmo creato una disoccupazione importante e che oggi nessuno compra l'elettrico e le imprese sono col cerino. L'India è un mercato di grande interesse perché in grandissima espansione, la Cina e il Sud America continuano a essere un mercato, dobbiamo cercare di guardare a mercati nuovi ma non lo può fare l'Italia o il Piemonte da sole, deve farlo l'Unione Europea. Dall'UE sono arrivate le regole per l'accesso al credito che continuano a fare morti quotidianamente".
Le richieste alla politica
La richiesta alla politica, quindi, è di responsabilità e attenzione. "Noi imprenditori - ha concluso - ci assumiamo responsabilità tutti i giorni, adesso abbiamo la necessità che qualcuno si assumi la responsabilità di governare in modo cosciente un periodo di economia di guerra. Se prendiamo atto che certi provvedimenti hanno creato una crisi ancora più violenta di quello che ci potevamo immaginare, allora CNA è disposta a sedersi al tavolo e dare dei piccoli consigli".













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