Cronaca | 30 agosto 2025, 17:52

Da Torino alla guida della più grande iniziativa per portare cibo a Gaza: "Porterò la mia città nella nostra missione"

Maria Elena Delia sarà la referente italiana della Global Sumud Flotilla, l'iniziativa che ha raccolto oltre 200 tonnellate di cibo e che domani partirà da Genova per raggiungere la Striscia

Maria Elena Delia sarà la referente italiana della Global Sumud Flotilla

Maria Elena Delia sarà la referente italiana della Global Sumud Flotilla

Un carico di umanità dal peso specifico importante, quasi difficile da contenere. Oltre 200 tonnellate di beni alimentari sono arrivati in pochi giorni in quel crocevia della storia che è Genova. È la quantità di cibo e beni essenziali raccolti per la partenza della Global Sumud Flotilla, la più grande iniziativa umanitaria e indipendente che cercherà di arrivare nei territori di Gaza, coinvolti nel conflitto. 

Decine di barche leveranno l'ancora

Decine di imbarcazioni leveranno l’ancora dal porto nella giornata di domani. A bordo persone da tutto il mondo: attivisti, medici, avvocati, esponenti della politica, del mondo religioso e dell’informazione. Dalla città ligure gli aiuti veleggeranno alla volta della Sicilia, dove poi si uniranno con altre flottiglie provenienti da Barcellona, Tunisi e Grecia con altri aiuti umanitari a bordo. Percorrendo il Mediterraneo, attraversando solamente acque internazionali, cercheranno di raggiungere la Striscia in una decina di giorni, con l’obiettivo di riaprire il corridoio umanitario.

Da mesi non arrivano più aiuti, il corridoio di Rafah, al confine con l’Egitto, è stato chiuso e i camion di aiuti via terra delle Nazioni Unite sono fermi. 

Una torinese alla guida della missione

A guidare la missione italiana c’è Maria Elena Delia, nata e vissuta a Torino, che alla viglia della partenza parla della straordinaria partecipazione attuata attraverso le numerosi donazioni avvenute in questi giorni. 

“Un’Italia bellissima - ci racconta - il punto di raccolta di Music for Peace (organizzazione no profit genovese ndr) in cinque giorni è stata invasa di cibo, tanto che è stato necessario trovare altri magazzini per poterli stipare. Un aiuto fondamentale è arrivato dai volontari: c’è chi è partito dall’Umbria o dalla Sardegna per arrivare qui”.

Ora si entra nel pratico in una missione dall'alto grado di rischio visto il livello di conflittualità dell’area che si intende raggiungere. 

"Non siamo eroi"

“Queste iniziative, paradossalmente, dovrebbero essere le più pacifiche, non ci dovrebbero essere rischi, ma sappiamo che così non è - spiega Delia - Succede però che la marina militare israeliana arriva in acque internazionali e cerca di fermare le avanzate di queste barche. Noi siamo persone normali che hanno un lavoro e una famiglia: non siamo eroi, è naturale avere paura. Ma ci sono momenti della storia dove non si può non esporsi. Quello che sta avvenendo a Gaza va oltre."

E l’intento non è solo quello di dare cibo, ma far sì che il viaggio via mare della numerosa flotta possa fungere da leva politica, non solo in Israele, per far cessare la guerra.

“Chiederemo che vengano riaperti i corridoi dell’ONU, che si metta la parola fine al genocidio e che venga interrotto l'invio di armi. Occorre che la politica prenda le distanze dalle politiche messe in atto da Israele che dal 2006 tiene sotto assedio la striscia di Gaza.”

E con la Global Sumud Flotilla viaggerà anche Maria Elena Delia, che porterà la sua Torino fino a Gaza.

"Torino sempre in ascolto della Palestina"

“La mia città si è sempre spesa per la causa palestinese - spiega - da associazioni, a movimenti spontanei, a quelli studenteschi. Torino è sempre stata in ascolto dei palestinesi e anche la flottiglia, in questa occasione, ha sentito forte il suo sostegno. Porterò la  mia città nella nostra missione. Spero di rappresentarla al meglio”.

Daniele Caponnetto

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Federica Monello

Giornalista pubblicista, ascoltatrice vorace di musica, amante di tutto ciò che è cultura. Nasco e cresco in Sicilia dove da studentessa di Lettere Moderne muovo i primi passi nel giornalismo, dopo poco unisco la scrittura alla passione per la musica. Giungo ai piedi delle Alpi per diventare dottoressa in Comunicazione e Culture dei media e raccontare di storie di musica, versi, suoni e passioni.

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