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Ultim'ora | 10 gennaio 2026, 07:01

Dieci anni senza David Bowie, l'eredità immortale del Duca Bianco

Dieci anni senza David Bowie, l'eredità immortale del Duca Bianco

(Adnkronos) -

Dieci anni fa, il 10 gennaio 2016, il mondo della musica veniva colto di sorpresa da una notizia tanto improvvisa quanto devastante: David Bowie era morto. L'annuncio, affidato ai suoi canali social ufficiali, parlava di una serena scomparsa dopo una battaglia di 18 mesi contro un tumore al fegato, malattia tenuta nascosta a tutti, tranne che a una ristrettissima cerchia di familiari e collaboratori. Se ne andava a New York, a soli due giorni dal suo 69esimo compleanno e dalla pubblicazione di 'Blackstar', il suo venticinquesimo album in studio, trasformato istantaneamente nel suo epitaffio artistico, un consapevole regalo d'addio. 

L'uscita di 'Blackstar' l'8 gennaio 2016 è oggi vista come l'ultimo, geniale colpo di teatro di un artista che ha fatto della performance la sua cifra stilistica. L'album, un'opera complessa che fonde jazz sperimentale, art rock e trip hop, è intriso di riferimenti alla mortalità. Il produttore e amico di una vita, Tony Visconti, lo definì "il suo regalo d'addio", un'opera d'arte concepita per accompagnare la sua stessa fine. Brani come 'Lazarus', il cui video mostra un Bowie sofferente su un letto d'ospedale cantare "Guarda quassù, sono in Paradiso", assunsero un significato profetico e commovente solo poche ore dopo la loro pubblicazione, svelando la pianificazione meticolosa dell'ultimo atto della sua vita. L'album trionfò ai Grammy Awards 2017 e raggiunse la vetta delle classifiche in oltre 35 nazioni, vendendo quasi 2 milioni di copie nel solo 2016. 

Nato a Brixton, Londra, l'8 gennaio 1947 come David Robert Jones, Bowie è stato l'artista camaleontico per eccellenza. La sua carriera, lunga cinque decenni, è stata una perenne reinvenzione. Dopo gli esordi e l'incontro fondamentale con il mimo Lindsay Kemp, da cui apprese l'arte della teatralità, esplose a livello globale nel 1972 con 'The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars'. Ziggy, l'alieno androgino e bisessuale diventato rockstar, non fu solo un alter ego, ma un manifesto culturale che sdoganò l'ambiguità e la libertà sessuale nel rock mainstream.  

A Ziggy seguirono altre maschere indimenticabili: dal decadente Aladdin Sane al sofisticato e algido Duca Bianco (The Thin White Duke). Questo personaggio nacque durante il suo periodo a Los Angeles, segnato dalla dipendenza dalla cocaina, e lo accompagnò nel trasferimento a Berlino. Qui, insieme a Brian Eno e Tony Visconti, registrò la "trilogia berlinese" ('Low', 'Heroes', 'Lodger'), tre album che hanno definito il suono della new wave e dell'art rock. Gli anni '80 lo videro raggiungere l'apice del successo commerciale con 'Let's Dance' (1983), per poi spiazzare nuovamente tutti formando i Tin Machine, un gruppo hard rock intransigente e lontano dalle logiche di mercato. 

Artista poliedrico, Bowie ha lasciato un'impronta significativa anche nel cinema. La sua interpretazione più celebre resta quella dell'alieno in 'L'uomo che cadde sulla Terra' (1976) di Nicolas Roeg, ma la sua filmografia include ruoli iconici in 'Furyo' (1983), 'Labyrinth' (1986), 'L'ultima tentazione di Cristo' (1988) di Martin Scorsese, fino a un memorabile Andy Warhol in 'Basquiat' (1996). Con circa 140 milioni di dischi venduti, David Bowie è stato uno degli artisti più influenti e celebrati del XX secolo, nominato nel 2019 dalla Bbc "il più grande intrattenitore del ventesimo secolo".  

La sua capacità di fondere musica, teatro, moda e arte visiva ha abbattuto barriere e aperto nuove strade per generazioni di musicisti. Riservato nella vita privata, dal 1992 era sposato con la modella Iman, con cui ha avuto la figlia Alexandria Zahra. Era padre anche di Duncan Jones, nato dal precedente matrimonio. A dieci anni dalla sua scomparsa, l'impatto di David Bowie sulla cultura globale non accenna a diminuire. La sua musica, costantemente riscoperta e celebrata, continua a essere la colonna sonora del cambiamento, un invito a esplorare la propria identità senza paura. (di Loredana Errico) 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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