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Attualità | 05 febbraio 2026, 17:03

Scontri Askatasuna, le moschee torinesi col cardinale Repole: "Denunciare chi ha scatenato la guerriglia"

La rete del dialogo cristiano islamico: "Torino non è violenta"

Una foto degli incidenti dello scorso sabato

Una foto degli incidenti dello scorso sabato

Dopo gli scontri di sabato sera, durante il corteo a sostegno di Askatasuna, anche la rete del dialogo cristiano islamico fa sentire la sua voce. Le tredici moschee torinesi (Omar Ibn al-Khattab; Taiba; Rayan; Al Madina; Mohammed VI; del Misericordioso; Centro al-Karam; Centro Dar Al-Iman; Centro culturale Islamico TOHID; Ennour; Attaqwa; Darussalam della Pace) sostengono infatti la lettera diffusa negli scorsi giorni dal cardinale Roberto Repole.

"Torino non è violenta"

Nella missiva il religioso sottolinea come "Torino non è una città violenta: non può accettare di essere sfigurata in questa sua identità, di essere così manipolata dai cultori della violenza". 

"Deve denunciare - proseguono le moschee, in linea con il Cardinale - con forza chi ha scatenato la guerriglia sabato sera e siamo vicini alle vittime e ai feriti, alle forze dell’ordine; contemporaneamente dobbiamo affrontare le radici delle sofferenze del nostro tempo, non confondendo le frange violente con le migliaia di persone che manifestano pacificamente".

"Non confondere eccessi con la sofferenza dei poveri"

"Credo che chi ha responsabilità oggi debba compiere proprio lo sforzo di non confondere gli inaccettabili eccessi di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione" conclude la rete del dialogo cristiano islamico.


 

Cinzia Gatti

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