Un passo avanti nella prevenzione della violenza domestica e dello stalking. È questo lo spirito con cui la Questura di Torino ha sottoscritto un nuovo protocollo d'intesa per rafforzare la rete tra la Polizia di Stato e i Centri per Uomini Autori di Violenza, con l'obiettivo di intervenire non solo sull'emergenza, ma anche sulle cause dei comportamenti violenti.
L'accordo, siglato dal Questore di Torino Massimo Gambino insieme ai referenti territoriali dei C.U.A.V., mette in campo un sistema strutturato che coinvolge AslTO3, ASL S.I.S.P.Se ETS, Fondazione Gruppo Abele ETS, Centro Studi e Trattamento dell'Agire Violento APS, Cerchio degli Uomini, Associazione Punto a Capo ODV e Associazione Spico APS. Realtà già operative da tempo sul territorio, specializzate in percorsi personalizzati rivolti agli autori di violenza domestica e stalking, grazie a équipe multidisciplinari.
Il cuore dell'intesa è chiaro: ampliare e rendere sempre più efficace, su Torino e provincia, la rete di tutela delle vittime, intervenendo parallelamente sui comportamenti degli autori di violenza per ridurre il rischio di reiterazione.
"Questo protocollo è il frutto di un lavoro intenso fatto dalla Questura di Torino. Segna un passaggio importante perché le sentinelle del territorio e i centri antiviolenza, come in questo caso, riescono con noi ad arrivare a un prodotto finito: far comprendere che ci sono altri meccanismi e che si possono seguire percorsi diversi", ha spiegato il Questore Massimo Gambino.
Un dato, più di tanti discorsi, racconta l'efficacia di questo approccio: "A livello nazionale solo il 10% dei casi di ammonimento porta a una recidiva. Questo testimonia quanto siano importanti questi spazi", ha sottolineato il Questore, evidenziando il valore dei percorsi di responsabilizzazione.
Il protocollo si inserisce anche nell'attività della Divisione Anticrimine della Questura di Torino, diretta dal primo dirigente Francesca Guida. Grazie all'accordo, gli autori di violenza domestica e stalking destinatari dell'ammonimento del Questore vengono informati della presenza sul territorio dei C.U.A.V., ai quali possono rivolgersi per intraprendere un percorso di cambiamento.
"Un protocollo che nasce grazie ai colleghi della Divisione Anticrimine, un patto importante che riguarda gli autori principali delle violenze, siglando un percorso in cui con l'ammonimento c'è anche l'invito a seguire un percorso specifico. Dobbiamo lavorare di più sul far conoscere queste opportunità, ma ogni dieci ammonimenti abbiamo un solo caso di recidiva, a dimostrazione dell'efficacia di questi percorsi", ha infine concluso il Questore.
Un risultato possibile anche grazie al contributo del sistema sanitario. "All'interno dell'azienda lavorano veri professionisti. Oggi cogliamo una bella opportunità che dimostra come l'unione faccia la forza e come si possano davvero prevenire le recidive, facendo sì che questi percorsi diventino un esempio per altri casi", ha commentato Giovanni La Valle, direttore generale di AslTO3.
Dal punto di vista dei centri che operano direttamente con gli uomini autori di violenza, l'ammonimento rappresenta spesso una svolta. "Per alcune persone è il primo contatto con una realtà diversa da quella che si immaginano. C'è un forte retaggio culturale nella dinamica uomo-donna e, quando qualcuno fa capire che ciò che fanno non è legale, hanno la possibilità di mettere in discussione un pensiero che fino a quel momento era univoco", ha spiegato Davide Bertolino, presidente del centro Cerchio degli Uomini.
Il protocollo si colloca infine nel solco delle recenti modifiche normative introdotte dalla legge del 24 novembre 2023, che prevede la possibilità, per l'autore di violenza, di chiedere la revoca dell'ammonimento dopo tre anni, a fronte della partecipazione a percorsi di recupero presso enti abilitati e della valutazione dei risultati ottenuti.


















