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Cultura e spettacoli | 21 febbraio 2026, 07:07

"Lavorare con Paolo Sorrentino? Stimolante": parla Andrea Pirrello fotografo di scena per "La Grazia"

Sul set di Torino per l'ultimo film del regista napoletano: "Città accogliente e molto fotogenica, strade e palazzi ti aiutano molto con l'inquadratura"

“Lavorare con Paolo Sorrentino è davvero stimolante” così Andrea Pirrello, fotografo di scena per il film La Grazia e autore delle foto in mostra a Palazzo Chiablese fino al 13 aprile, racconta la sua esperienza sul set piemontese dell’ultimo film del regista partenopeo

“Ha le idee molto chiare su come vuole girare, ha una visione lucida di quello che è l’inquadratura e quello che vuole raccontare con l’inquadratura. Dal mio punto di vista era molto semplice sintonizzarsi su quello che voleva lui dalle foto, quindi seguirlo non è stato particolarmente complicato”. 

“La città è stata accogliente la città, il set è stato particolarmente famigliare, ma era composto da persone che lavorano da tanto tempo insieme, si sono ritrovate le stesse persone che hanno lavorato su Il Divo a lavorare negli stessi ambienti quasi. C’è stata una sorta di rimpatriata. Molto divertente e simpatico è stato l’incontro con Guè e Toni Servillo. Un momento estemporaneo su una lavorazione molto concentrata e famigliare”. 

Il film è stato girato in gran parte tra Torino e Moncalieri e nella mostra dedicata alle foto di scena si scorgono luoghi iconici della città. “Torino è sicuramente fotogenica. È uno dei posti in cui è più facile lavorare dal punto di vista dell’inquadratura. Come posizioni la macchina ci sono ambienti, dai palazzi alle strade, che ti aiutano tanto nel costruire il racconto fatto di immagini. C’è una scena in particolare a Castello del Valentino, quando il presidente riflette in una stanza quasi buia sul da farsi, è stata una delle prime scene girate che da come era stata illuminata ricalcava nella messa in scena proprio quelli che erano i sentimenti del personaggi.” 

“Il film - conclude Pirrello - è interessante dal punto di vista delle tematiche e dei personaggi. C'è questo rapporto padre figlio che è particolarmente sentito sia dal regista sia dai protagonisti. Emerge con una grande facilità e credo che gli attori siano stati strepitosi". 

Tra le foto in mostra anche uno scatto significativo che riprende una scena in cui l’attore torinese Cesare Scova sta per inciampare sul tappeto steso a Palazzo Reale. 


“Non era assolutamente previsto, ma è venuta benissimo così - racconta Simone Gianarda, location manager -. Il tappeto era attaccato con i chiodini e si è staccato all’improvviso. L’attore non si è scomposto, ha continuato la sua scena". 

"Per noi la mostra centra diversi obiettivi perché celebra un luogo e più luoghi su cui siamo a lavoro per farli conoscere sia alle troupe sia ai cittadini - spiega Paolo Manera, direttore Film Commission -. Fa capire anche il lavoro che c’è di backstage. Poi c’è una celebrazione dei fotografi di scena, che sono uno dei mestieri del cinema che tengono a essere meno considerati, ma nel corso della storia hanno fatto la storia dei film. Andrea Pirello rientra in questa categoria".

Chiara Gallo

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