Il clima tra i corridoi della Città della Salute e della Scienza di Torino torna a surriscaldarsi. Quattro sigle sindacali hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione per denunciare una gestione aziendale che definiscono senza mezzi termini “autocratica”. A farsi portavoce della protesta i quattro rappresentanti di Fp Cgil, Uilfpl, Fials e Nursing Up. Un fronte sindacale comunque non compatto in quanto fuori dal perimetro della mobilitazione ci sono la Cisl e il sindacato degli infermieri Nursind.
Presidio e assemblea l'11 marzo
Anche se non unitariamente, il malumore sarà raccolto in un momento di assemblea, con presidio, il prossimo 11 marzo, con il personale del presidio ospedaliero di corso Bramante che si radunerà sotto la direzione generale.
Al centro ci sarebbe il mancato versamento agli operatori delle risorse aggiuntive legate Fondo Balduzzi, quel pacchetto di denaro destinato a pagare le ore di lavoro extra svolte per smaltire le liste d'attesa e garantire i servizi essenziali, tra le cause del “buco” nei bilanci dell’azienda e ora al centro di controversie legali (con un’inchiesta al cui centro ci sono 16 manager delle Molinette).
Per i sindacati, in un momento in cui le corsie si svuotano di personale, queste prestazioni aggiuntive sono diventate la norma per permettere agli ospedali di restare aperti, ma il mancato pagamento di quanto dovuto avrebbe trasformato l’impegno dei sanitari in un vero e proprio credito inesigibile.
"Tranchida come Schael"
Ma la rabbia dei dipendenti non è solo una questione di portafoglio. I sindacati puntano il dito contro un "progressivo e grave deterioramento delle relazioni” tra il Direttore Generale Livio Tranchida e chi propone la mobilitazione. L’accusa delle organizzazioni dei lavoratori al DG, ormai da mesi al timone della realtà ospedaliera di corso Bramante, è di star "andando in continuità con l’allora gestione di Thomas Schael”.
Parallelamente, tra i motivi della protesta, resta centrale il tema della carenza di organico che incide su “organizzazione dei servizi sanitari”, “efficienze del lavoro”, “gestione delle attività dei operatori” e sulla continuità assistenziale.
I rappresentanti dei quattro sindacati hanno chiesto l'intervento del Prefetto Donato Cafagna per avviare la procedura di raffreddamento e conciliazione (prevista dalla legge) e per "denunciare l’immobilismo aziendale che sta incidendo sul benessere dei lavoratori e sulla qualità dell’assistenza”.














