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Attualità | 15 marzo 2026, 14:03

"Una rampa per vivere meglio": protesta nel quartiere Rebaudengo

Cartelli e striscioni al presidio organizzato dal gruppo spontaneo E/4 per denunciare un passaggio ancora inaccessibile

La manifestazione dei residenti

La manifestazione dei residenti

Cartelli, striscioni e un piccolo presidio per chiedere una cosa semplice: poter attraversare il quartiere senza ostacoli. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 14 marzo, una ventina di residenti si è ritrovata davanti alla scalinata dell'ex Birolo, tra via Cena e via Scotellaro, nel quartiere Rebaudengo, per denunciare ancora una volta la presenza di una barriera architettonica che da anni rende difficile la mobilità di anziani, disabili e famiglie con bambini.

Sit in del gruppo E/4

Il sit-in organizzato dal gruppo spontaneo E/4 ha riportato l'attenzione su un problema che i residenti dicono di segnalare da tempo alle istituzioni. Sul posto sono comparsi diversi striscioni, tra cui "Una rampa per vivere meglio" e "Una città civile non lascia nessuno ai piedi delle scale", a sottolineare il disagio quotidiano vissuto da chi abita nella zona.

La scalinata rappresenta infatti un passaggio utilizzato da molti cittadini per raggiungere le vie adiacenti del quartiere, tra cui i collegamenti verso le scuole di via Campobasso e il mercato rionale di via Iacena. Senza un'alternativa accessibile, chi ha difficoltà di deambulazione è costretto a fare lunghi giri per aggirare le scale.

Secondo i residenti, il problema è noto da anni e nel tempo sono state presentate segnalazioni, petizioni e richieste formali per chiedere un intervento. "Almeno una ventina di persone sono scese in strada e abbiamo esposto degli striscioni per segnalare il problema della barriera architettonica. Sono anni che chiediamo che il Comune intervenga per dare la possibilità ad anziani, disabili e bambini di poter accedere alle vie adiacenti che portano alle scuole di via Campobasso e al mercato rionale di via Cena senza dover fare lunghi giri", spiegano i consiglieri del Movimento 5 Stelle della Circoscrizione 6, Valter Cangelli e Fabio Cambai.

Promesse negli anni

Nel corso degli anni, raccontano i residenti, dal Comune sarebbero arrivate diverse promesse, ma nessun intervento concreto.

"Purtroppo il Comune ha sempre risposto con delle promesse. L'assessore Tresso aveva parlato della necessità di trovare circa 5.000 euro per realizzare una gettata e costruire una rampa, ma ancora oggi stiamo aspettando delle risposte. Per interventi così urgenti sembra che il Comune si perda in un bicchier d'acqua", aggiungono.

Da qui la decisione di organizzare un presidio pubblico per riportare il tema al centro dell'attenzione. "Siamo davvero delusi da questo comportamento, perché è vergognoso che ancora nel 2026 esistano barriere architettoniche di questo tipo, che danno un senso di degrado e di irresponsabilità. Sono interventi che devono essere fatti perché il cittadino viene prima di tutto", hanno concluso Cambai e Cangelli.

Il sit-in di ieri è solo il primo di una serie di iniziative annunciate dal gruppo spontaneo del quartiere. Come indicato anche nella locandina diffusa tra i residenti, il prossimo appuntamento è previsto venerdì 21 marzo dalle 15 alle 17 davanti alla struttura CESM di via Cena, edificio da tempo segnalato per le condizioni di abbandono. L'ultimo presidio è invece fissato per venerdì 28 marzo, sempre dalle 15 alle 17, sul marciapiede di via Cena di fronte ai giardini pubblici, per denunciare un'altra area del quartiere ritenuta in stato di forte degrado.


 

Marco D’Agostino

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