“Non abbiam bisogno di parole”, dopo l’anteprima al Cinema Romano, approda il 3 aprile sulla piattaforma Netflix.
Girato in Piemonte per 32 giorni la scorsa estate sotto la regia di Luca Ribuoli è un remake di “La famiglia Bélier” del 2014, ma a differenza del film francese vede nel cast attrici e attori sordomuti.
Cast di attrici e attori non udenti
“Siamo autentici sordi a differenza de La famiglia Bélier. Non posso copiare un udente, sono me stessa - spiega l’attrice Carola Insolera che nel film veste i panni della madre di Eletta -. È una donna che ha la mania del controllo. È sorda mentre la figlia è è l’unica udente della famiglia, ma è quella su cui fanno tutti molto affidamento”.
“In questo film siamo davvero sordomuti - aggiunge Emilio Insolera interprete del padre di Eletta -. Anche io nella realtà ho due figlie sorde. Il risultato sarà ottimale. Finalmente il cinema ha dato spazio ai veri sordi, prima non eravamo rappresentati bene. In questo film è tutto vero ed è questo il valore aggiunto. Finalmente l’Italia ha dato il benvenuto a professionisti sordi nel cinema, non finti sordi. Così questo film acquista quel sapore di autenticità”. Un sapore che forse al La famiglia Bélier mancava. “Sperò che crei più consapevolezza. Mi aspetto un cambiamento importante”.
“Siamo pionieri in Italia, qui non ci sono produttori o registi sordi, ma nemmeno agenzie dedicate. Personalmente sono cresciuto con la passione del cinema, con il tempo molte persone mi dicevano che non avrei potuto fare l’attore, poi ho vinto una borsa di studio in America. Ho conseguito la laurea a New York e poi mi sono trasferito in Giappone dove ho scritto la prima sceneggiatura come regista produttore e attore, ho creato una mia squadra, primo film indipendente con tutti attori sordi. Siamo i primi a rappresentare il mondo della sordità, noi la viviamo, possiamo ampliare la famiglia degli attori che oggi non è per altro facile trovare”.
Antonio Iorillo è il fratello 19enne non udente di Eletta: “Ho iniziato la mia carriera da una fiction quando ero piccolo. Ho sempre fatto tv, ma spesso ci vengono tagliate piccole parti, questo è un film che ci dà la possibilità di essere protagonisti con registi che capiscono il nostro ruolo. Mi auguro sia l’opportunità di avere un riconoscimento. Prima era come se ci venisse scippato un sogno, speriamo di essere pionieri di una nuova realtà in cui le persone sorde possono essere anche degli attori validi”.
Serena Rossi è l'insegnante di canto
Realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, segna il debutto attoriale di Sarah Toscano, nel ruolo della protagonista Eletta, e vede la partecipazione di Serena Rossi come insegnante.
“Arriva da Napoli ad Alessandria e ha una situazione personale dolorosa - spiega l’attrice -. Nasce come cantante e poi inizia a dirigere il coro. Donna mediterranea con un temperamento appassionato”.
Girare il film è stata per Rossi un’occasione per confrontarsi con il linguaggio dei segni: “Ero agitatissima al pensiero di provare con gli altri attori. Avevo paura di non essere all’altezza, non ho dormito, ero molto emozionata. Poi è stato molto semplice, c’era molto sentimento, ho pianto alla fine della prima scena. Ho importo un po’ la lingua Lis. C’è sempre sentimento nella lingua dei segni”.
Esordio per Alessandro Parigi
Alessandro Parigi, interpreta Marco, giovane cotta della protagonista. “Abbiamo fatto in modo di costruirlo molto più sensibile all’interno per contestualizzare l’ambiente in cui è cresciuto. Con Eletta riuscirà a trovare il suo lato più emotivo. È un personaggio che ama molto le sfide. Molti ragazzi della mia età si trovano a dover gestire emozioni forti, non sanno dove battere la testa, non sanno come esprimere queste emozioni che spesso sfociano in azioni sbagliate. Un percorso di crescita per lui, ma anche per me. Un film che parla molto alle nuove generazioni molto più del film originale”
Per Parigi si tratta del primo lavoro nel mondo del cinema. “Prima di fare questo lavoro anche mio stavo cercando il mio posto del mondo. Mentre proseguivo gli allenamenti di MMA, ho iniziato a studiare recitazione. Questa per me è una grande possibilità. È stata un’esperienza incredibile, mi sono buttato per imparare il più possibile della lingua LIS. È stato come entrare in un nuovo mondo”.
Cinema è accessibile per gli spettatori non udenti?
“No - risponde netta Carola Insolera -. La mia comunità di persone sorde non va più al cinema perché non mettono i sottotitoli se non solo una volta la settimana e con film in lingua originale. Per questo preferiamo rimanere a casa a scapito però della socialità. È un peccato. In Norvegia invece ci sono sempre i sottotitoli, da quando sono in Italia non sono più andata al cinema”.
Dal 28 giugno 2025 l’Accessibility Act è stato ratificato in Italia. “Sicuramente ci sarà un miglioramento - aggiunge Emilio Insolera- ma è un problema di come erogare i servizi. Il vice presidente del Parlamento europeo ha dato tante indicazioni, ma l’Italia non le recepisce. Questo film start up penso possa essere come Figli di un dio minore che negli Usa ha dato un bello slancio. Darà più consapevolezza e i ragazzi verranno stimolati ad apprendere la lingua dei segni. Mi aspetto un cambiamento a livello europeo importante”.
L’accessibilità a Torino
“Ci siamo trovati benissimo - spiega l’attore - Sono contento di Torino, alcuni musei hanno i sottotitoli e la traduzione Lis. Parlo del Museo Egizio, del Museo del Cinema, del Museo del Risparmio. C’è accessibilità al 100%. In generale, è molto avanti rispetto ad altre città”.














