Torino è stata premiata nel 2025 come quarta al mondo per accessibilità: con ottime infrastrutture, un centro ben servito, trasporti e servizi pubblici la città italiana ha saputo brillare come poche altre metropoli europee. Eppure disabili e anziani ancora lamentano marciapiedi, entrate e rampe che possono causare non poche difficoltà nella quotidianità.
La città si muove su due binari paralleli: da una parte le istituzioni spingono sull’adeguamento degli spazi collettivi, dall’altra ci si scontra con ambienti residenziali e palazzi dove si sta provando ad abbattere concretamente le barriere architettoniche.
La richiesta di installazione di montascale a Torino cresce e mostra come sia nelle villette autonome sia nei condomini l’interesse sia sempre più quello di sostenere i bisogni di ogni abitante.
Abbattere le barriere di casa: cosa cambia nel 2026
Il contesto normativo è cambiato a partire dal 1 gennaio dell’anno corrente; chi vuole intervenire sulla propria abitazione per renderla più accessibile non può contare più sulle detrazioni del 75% valide fino alla fine del 2025.
Il bonus specifico per le barriere architettoniche è stato cambiato nella legge di bilancio 2026 con una percentuale ridotta al 50% per le prime case e al 36% per le seconde. Il tetto di spesa massimo? Non può superare i 96.000 euro e la detrazione si recupera in 10 anni tramite ripartizione Irpef.
Gli interventi concessi nell’agevolazione
Non tutto quello che migliora una casa rientra automaticamente nel beneficio fiscale. E questo è un punto su cui vale la pena soffermarsi, perché la confusione è frequente.
Il Decreto Legge 212/2023, entrato in vigore a fine 2023, ha ridisegnato in modo piuttosto netto i confini del regime agevolato. Gli interventi ammessi riguardano essenzialmente il movimento verticale: installazione di ascensori, servoscala, piattaforme elevatrici, montascale.
Rientrano anche la realizzazione o sostituzione di scale e rampe, purché eseguite nel rispetto delle prescrizioni tecniche del decreto ministeriale 236 del 1989. Insomma, serve che gli interventi siano documentati e conformi… quindi meglio affidarsi a professionisti del settore.
Occhi puntati sui condomini
Se per una villetta unifamiliare e autonoma la decisione è relativamente semplice, le cose possono avere delle difficoltà maggiori nei condomini dove il percorso sembra più tortuoso. Servono assemblee e accordi ma c’è da ricordare che nessuno può bloccare la miglioria. Se l’assemblea non approva sarà solo il condomino che ha bisogno dell’installazione a gestire spese e manutenzione; in caso di approvazione unanime i costi saranno ripartiti tra tutti i proprietari.
Torino ha una quota consistente di patrimonio edilizio datato, palazzi costruiti in epoche in cui l'accessibilità non era nemmeno una categoria di pensiero. Molti ascensori non esistono, o hanno dimensioni incompatibili con una sedia a rotelle.
Spazi pubblici e servizi, Torino punta ad essere davvero accessibile.
E sul fronte pubblico? Il quadro torinese è incoraggiante e il riconoscimento internazionale del 2025 non è certo poco importante.
Il centro storico ha visto interventi su attraversamenti pedonali, pavimentazioni, accessi agli edifici pubblici. La rete metropolitana è stata progettata con standard di accessibilità elevati. I principali musei cittadini hanno lavorato sull'inclusione fisica degli spazi, non solo su quella culturale.
Rimangono zone d'ombra, aree periferiche dove l'attenzione è stata minore, situazioni in cui il dislivello tra l'ambizione e la realtà quotidiana è ancora visibile. Ma la direzione tracciata dal capoluogo piemontese è davvero chiara.
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