(Adnkronos) - “Su scala internazionale osserviamo una contrazione del mercato prossima al 2%. Più che di una crisi, riteniamo corretto parlare di una fase di stabilizzazione della domanda globale. In questo scenario l’Italia si muove in controtendenza: per il periodo 2023-2025, la cantieristica nautica stima una crescita del 5%, a fronte del segno negativo del mercato mondiale. Questi dati confermano la resilienza dell’industria nautica italiana, sostenuta da un assetto industriale fortemente focalizzato sui segmenti di grandi dimensioni”. È quanto affermato oggi a Milano da Tommaso Nastasi Deloitte Strategy and Value Creation Leader, alla presentazione della quarta edizione dello studio realizzato con Confindustria Nautica, 'The state of the art of the global yachting market'.
E riprende: “Secondo le nostre recenti rilevazioni presso gli operatori di settore, le tensioni geopolitiche avranno un impatto tangibile, determinando una progressiva polarizzazione: si prospetta un ampliamento del divario tra la piccola nautica e il comparto dei grandi yacht. L'instabilità globale - prosegue - influirà inoltre sui costi delle materie prime e dei semilavorati, contraendo la fiducia dei consumatori. In sintesi, la piccola nautica appare come il segmento più vulnerabile di fronte a tali criticità”.
“Per quanto riguarda la creazione di valore - aggiunge - rileviamo una crescente attenzione degli operatori verso il bundling tra prodotti e servizi. La frontiera dei servizi rappresenta infatti un driver strategico fondamentale, poiché permette di agire sul fleet (il parco nautico esistente) e non solo sulle nuove immatricolazioni. Parallelamente, osserviamo un focus sempre più marcato sull'ottimizzazione delle operations, con l'obiettivo di lavorare non solo sulla top line (il fatturato), ma soprattutto sul bottom line (la redditività aziendale)”, conclude.



















