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Ultim'ora | 14 maggio 2026, 14:04

Di Franco (Musei di Capri): "Storia e archeologia al centro del turismo"

Di Franco (Musei di Capri): "Storia e archeologia al centro del turismo"

(Adnkronos) - La storia e l'archeologia di Capri sempre più valore aggiunto per l'attrattività dell'isola azzurra. Mettendo in rete e rendendo sempre più fruibili tutti i musei e le aree archeologiche. E' la visione di Luca Di Franco, 39 anni, dal 2 aprile scorso nuovo direttore dei Musei e Parchi archeologici di Capri, nominato dal ministero della Cultura, che in un'intervista all'Adnkronos annuncia i prossimi passi del suo mandato. "I musei di Capri -spiega Di Franco, caprese di nascita- hanno un ruolo decisivo sull'attrattività turistica dell'Isola, e con i due comuni, Capri e Anacapri, stiamo lavorando proprio in tal senso. L'obiettivo principale dei Musei di Capri è proprio quello di avvicinare la comunità locale, ma anche quella nazionale e internazionale, verso la storia di Capri, che non è solo paesaggio o mondanità, ma in realtà nasce proprio dalla cultura, dalla storia". Parlando di Capri il pensiero dei più va alla Grotta Azzurra.  

"A breve -spiega Di Franco- presenteremo una serie di eventi importanti per tutta l'estate per celebrare i 200 anni della 'scoperta' della Grotta Azzurra da parte di August Kopisch il 17 agosto del 1826. Fu lui a darle questo nuovo nome, prima veniva chiamata Grotta di Gradola, e a portarla alle cronache mondiali. Da quel momento e per circa 150 anni Capri è diventata la meta di grandissimi personaggi: artisti, letterati, studiosi, ma anche politici. Tutte le personalità più importanti hanno calcato i suoli dell'isola perché erano attratti dalla sua grande storia: la Grotta Azzurra, la presenza degli imperatori, la monumentalità della Certosa. E quindi la storia di Capri in realtà è al centro del turismo e noi vogliamo riportare l'attenzione proprio verso la storia dell'Isola. Faremo una grande mostra curata da me e dal professor Massimo Osanna, direttore generale musei del Ministero della Cultura, e abbiamo in programma una serie di eventi importanti: mostre, conferenze, tantissime attività. E sempre con il professor Osanna il 28 maggio presenteremo l'ampliamento del museo archeologico insieme alla nuova identità visiva", annuncia Di Franco.  

Tante novità per imprimere un cambio di passo che, sottolinea Di Franco, si sta già toccando con mano sull'Isola. "La pubblicità che stiamo facendo, sempre a sfondo culturale, sta avendo i suoi effetti positivi. Abbiamo implementato molto la cartellonistica e tutto quello che riguarda la pubblicità sui social e sui giornali. E già questo ha portato -spiega- a un certo incremento dei visitatori, non solo nella Certosa di San Giacomo, che è il sito principale, ma anche su siti un po' meno frequentati come la Casa Rossa, che ha avuto nella prima domenica gratuita 300 visitatori, un numero piccolo per i grandi musei, ma che per una piccola casa-museo è considerevole. E ad aprile abbiamo avuto un boom di visitatori per lo stesso sito. Ci tengo a sottolineare questo poiché la Casa Rossa è un modello di gestione, con il comune di Anacapri e con una cooperativa sociale, che cura l’accoglienza. E abbiamo avuto un grande incremento per Villa Jovis che, resa percorribile con i nuovi lavori in corso, anche di accessibilità cognitiva, è molto più attrattiva", spiega il direttore dei Musei di Capri. Tra le innovazioni il biglietto unico che permette in un mese di visitare Certosa e Museo archeologico nazionale, Villa Jovis, Grotta Azzurra, Casa Rossa e Villa Damecuta.  

"Un dato da riscontrare -spiega Di Franco- è che chi viene a Capri non conosce pienamente i musei di Capri, viene attratto principalmente dalla Grotta Azzurra, che è il nostro sito più visitato e ci fornisce il sostentamento maggiore come introiti, però non sa, prima cosa, che la Grotta Azzurra è un museo statale e non sa che è legata a una serie di altri musei. Il biglietto unico sta aiutando questa connessione. Si sta creando una rete e una grande sensibilità verso il mondo culturale e i risultati sono ottimi. Certo, siamo ancora a metà maggio e quindi è presto per fare bilanci, però già marzo-aprile sono stati due mesi intensi, soprattutto aprile", spiega.  

E presto ci saranno anche novità sulla fruizione dei siti archeologici. "Il 28 maggio -sottolinea Di Franco- nella conferenza stampa con il professor Osanna presenteremo oltre alla nuova identità visiva, anche e soprattutto l'ampliamento del museo archeologico con due nuove sale e in quell'occasione ci saranno i titolari delle ricerche, soprattutto universitarie, in corso a Capri. Proprio per far capire alla comunità, tramite la stampa, quello che si sta facendo. Perché mai come questa volta Capri è al centro di ricerche scientifiche che sono promosse o coordinate dal ministero e che coinvolgono diverse università. Quindi questo è un motivo di confronto, di dialogo che credo sia fondamentale. Le tempistiche per le ricerche archeologiche sono un po’ più lunghe, ovviamente, perché richiedono un’attenta riflessione sui processi storici".  

E Di Franco indica già delle prossime date per potere godere di nuove meraviglie archeologiche a Capri. "Dal punto di vista della valorizzazione invece i tempi sono molto più brevi: conto che tra la primavera e l'estate del 2027 riusciremo ad aprire la villa di Gradola, che sarà una delle maggiori attrattive non solo archeologiche ma anche paesaggistiche di Capri, perché è una villa imperiale che si trova proprio al di sopra della Grotta Azzurra, che ne era il ninfeo. Ci sono ampi spazi anche per poter passeggiare, e per poter fruire in comodità non solo dell'archeologia ma anche del paesaggio", sottolinea.  

E non solo. "A Damecuta -spiega Di Franco- abbiamo un progetto cofinanziato da fondi europei gestiti dalla Regione Campania. Quindi contiamo che per la fine del 2027, massimo 2028, anche Damecuta avrà un restyling completo del parco e dell'accessibilità. Ma nel frattempo stiamo conducendo ricerche con l'Università di Messina e quindi il 28 maggio la collega Stefania Tuccinardi che dirige le indagini con me presenterà dei dati preliminari molto interessanti che hanno un po' cambiato la planimetria della villa e dato anche qualche spunto di riflessione in più proprio sulla sua storia", spiega. "A Gradola invece -sottolinea Di Franco- sarà una ricerca archeologica totalmente nuova, perché stiamo scavando tutta la villa imperiale. Non svelo niente perché dobbiamo ancora concludere le ricerche, ma si tratta dell'ultima villa imperiale ancora da indagare a Capri", sottolinea.  

Ma per Di Franco il vero 'motore' di queste attività è chiaro. "Più che il mio ruolo credo sia importante che l'ente abbia una sua impronta e una sua struttura. È fondamentale che Capri venga messa ora al centro della cultura. E credo che il Ministero con questa azione di autonomia speciale abbia fornito i mezzi per poter operare nel modo migliore. Ora il Ministero ha deciso di puntare sulla cultura di Capri e per questo credo che un ringraziamento va dato al ministro Giuli", sottolinea.  

Ma la valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico di Capri, secondo Di Franco, può e deve passare anche da momenti di confronto sull'Isola. E proprio domani prenderà il via la prima edizione dei Capri Talks, progetto ideato e organizzato da Spin Factor. Un format di confronto tra istituzioni, imprese e informazione sui grandi temi che si terrà nella Certosa di San Giacomo. "Quando mi è stato chiesto di ospitare l'evento in Certosa io ovviamente ho risposto immediatamente presente, ma aggiungendo una cosa in più. La Certosa di San Giacomo deve essere a Capri il luogo in cui si svolgono attività istituzionali, di confronto e di qualsiasi genere che portano a vivere il museo. La Certosa di San Giacomo, così come anche gli altri musei, devono essere luoghi da vivere, non soltanto da fruire. Io quando passeggio nel museo vedo a volte i turisti che sono seduti nel giardino del Priore o nel Chiostro Grande a leggere, e tra poco ci sarà anche il parco da visitare. Questo deve essere il nostro museo: un luogo dove ritrovarsi. E un'iniziativa come questa credo che sia fondamentale per far capire che cos'è il nostro museo", sottolinea Di Franco.  

E il direttore dei Musei di Capri ha già chiara la strada da perseguire in merito. "Non abbiamo ancora spazi adeguati -spiega- per poter ospitare conferenze, convegni e quindi questo ci porta un po' di difficoltà. Ma abbiamo già individuato le aree da restaurare e dove realizzare un auditorium e sale polifunzionali. Questo ovviamente ci permetterà di accogliere tutti nel modo più idoneo possibile, in modo attrezzato. E l'obiettivo è che qualunque evento si faccia a Capri, di carattere culturale, scientifico, di dibattito venga fatto presso il nostro auditorium", conclude. (di Fabio Paluccio) 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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