(Adnkronos) - "Negli ultimi anni qualcosa si è mosso, ma manca ancora una vera visione strategica sulla salute mentale". Sergio Salvatore, presidente dell'Associazione italiana di psicologia (Aip), fotografa così il rapporto tra politica e psicologia in Italia. L'associazione conta oggi circa 2.500 iscritti: metà sono professori e ricercatori universitari, l'altra metà sono colleghe e colleghi all'inizio della carriera. Secondo Salvatore, "negli ultimi anni sono stati introdotti strumenti importanti, come il bonus psicologico, gli investimenti ministeriali sul benessere mentale, lo psicologo di base in alcune regioni e i nuovi servizi scolastici. Per quanto riguarda il mondo della ricerca, il Pnrr ha fornito una spinta importante. Non si può dire - spiega all'Adnkronos Salute - che non siano state messe risorse a disposizione della psicologia. Tuttavia, aggiunge, questi interventi restano privi di una progettualità strategica". Per il presidente dell'Aip, il problema è duplice: "Da un lato si tratta spesso di misure nate per rispondere all'emergenza e alla pressione sociale, dall'altro sono iniziative concentrate quasi esclusivamente sul disagio psicologico. Il rischio - osserva - è l''effetto soufflé': si interviene quando cresce la domanda di aiuto, ma appena cambiano le priorità politiche ed economiche le risorse si riducono". Salvatore cita, ad esempio, la possibilità che future manovre di bilancio possano spostare fondi verso altri settori, come la Difesa.
"Non bastano interventi spot: serve una politica strutturale sulla salute psicologica", ammonisce l'esperto. Che sull'intelligenza artificiale non ha dubbi: "Sta cambiando la mente umana, il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e studiamo. Ma la psicologia italiana rischia di inseguire questo cambiamento anziché governarlo", avverte. Per Salvatore non si tratta semplicemente di un "cambiamento tecnologico o di nuove abitudini: siamo davanti a una trasformazione antropologica". La psicologia, fa notare, "studia da tempo il rapporto tra mente e strumenti cognitivi. I modi di funzionare della mente dipendono anche dagli strumenti che utilizziamo. In questo senso l'intelligenza artificiale modifica il funzionamento stesso della mente umana".
Il presidente Aip commenta anche i casi, sempre più discussi, di giovani che finiscono per isolarsi dal mondo reale preferendo relazioni mediate dall'Ai. "Il rischio esiste - ammette - Quando la società mette a disposizione nuovi dispositivi, questi vengono inevitabilmente utilizzati per soddisfare bisogni reali. In alcuni casi, l'uso dell'Ia può diventare una forma di rifugio dalle relazioni sociali tradizionali". Per Salvatore, però, il punto non è demonizzare la tecnologia, ma comprenderne gli effetti e governarli: "E' lo stesso dibattito che abbiamo affrontato con i social media e gli smartphone. Dobbiamo sviluppare nuove forme di socialità capaci di orientare anche l'uso dell’intelligenza artificiale". A preoccupare particolarmente gli psicologi è anche la possibilità che alcune funzioni di supporto e relazione vengano progressivamente sostituite da sistemi digitali basati sull'Ai: "Molte professioni dell'aiuto rischiano di essere messe in discussione da dispositivi tecnologici già oggi molto avanzati".
Un altro nodo riguarda il rapporto tra ricerca scientifica e società. Salvatore rivendica l'impegno dell’Associazione italiana di psicologia per evitare che il sapere psicologico resti chiuso nelle università. "Il nostro obiettivo è più psicologia nella società e più società nella psicologia - rimarca il presidente - Dobbiamo occuparci in modo rigoroso dei problemi reali e mettere a disposizione dei decisori politici e dei cittadini conoscenze scientifiche fondate".
Tra i rischi principali per il futuro della disciplina, l'esperto ne individua tre: "Concentrarsi solo sui sintomi del disagio senza affrontarne le cause profonde; perdere unità inseguendo una frammentazione crescente della domanda sociale; e infine chiudersi in logiche autoreferenziali accademiche, lontane dai bisogni concreti del Paese".
In conclusione, il presidente dell’Aip annuncia un appuntamento dedicato al rapporto tra psicologia e democrazia: "Il 24 luglio a Firenze si terrà la seconda Giornata nazionale della ricerca psicologica, dedicata al tema 'Soggettività e democrazia'. Un’occasione per mettere le conoscenze scientifiche a disposizione della cittadinanza e dei decisori pubblici".




















