La Regione Piemonte, in persona del Presidente Alberto Cirio e per il tramite dell’Avvocatura regionale, ha diffidato il consigliere comunale di Torino Angelo Catanzaro per un post pubblicato su Instagram sulla situazione delle persone con disabilità e non autosufficienti.
Il post prendeva spunto da un articolo de La Stampa del 13 marzo 2026, dal titolo “Sospesi gli assegni di cura: 25 mila famiglie restano senza aiuti. ‘Soli davanti al buio sanitario’”.
Nell’immagine del post compariva la scritta “VERGOGNOSO”, mentre nel testo Catanzaro sosteneva che “la Regione continua a scaricare responsabilità invece di garantire diritti”, riferendosi alla situazione dei servizi per le persone più fragili.
Secondo l’Avvocatura regionale, le affermazioni contenute nel post sarebbero lesive dell’immagine e della reputazione della Regione e potrebbero indurre chi legge a ritenere che l’Ente non si prenda cura delle persone con disabilità e non autosufficienti.
La diffida chiedeva la rimozione del post e del relativo commento. Catanzaro ha provveduto alla rimozione: “Ho rimosso il post, come mi è stato richiesto, ma francamente mi aspettavo una risposta pubblica dall’assessore Marrone - spiega il consigliere dem -. Il post nasceva da un articolo de La Stampa e da una preoccupazione politica per la situazione di migliaia di persone con disabilità, anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. Ho utilizzato la parola ‘VERGOGNOSO’ nell’immagine e ho espresso una valutazione politica. Se ho sbagliato, sono il primo a chiedere scusa. Ma prima di essere un politico sono una persona con una grave disabilità e ho scelto di fare politica anche per difendere i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Vorrei sapere dall’assessore al Welfare Maurizio Marrone se, in attesa dell’arrivo dei fondi nazionali per la non autosufficienza, la Regione stia garantendo la continuità dei servizi, permettendo ai consorzi di proseguire nell’erogazione delle prestazioni e facendo da garante per consentire loro di accedere alle risorse necessarie per continuare ad assistere le persone più fragili. E una considerazione vorrei rivolgerla anche al Presidente Alberto Cirio: credo che le priorità della Regione dovrebbero essere sostenere le aziende piemontesi che rischiano di chiudere, a partire dal comparto automotive, affrontare i gravi problemi della sanità regionale e garantire servizi maggiormente adeguati alle persone più fragili, piuttosto che diffidare un consigliere comunale per aver espresso una critica politica, forse anche sbagliata, ma legittima. A me hanno insegnato a fare politica così: quando viene sollevata una questione, si risponde nel merito. Spero di ricevere una risposta dall’assessore Marrone e dal Presidente Cirio, non l’ennesima diffida.”
La solidarietà di tutto il Pd
“Angelo Catanzaro ha posto una questione politica che riguarda migliaia di famiglie piemontesi - aggiunge il capogruppo Pd Claudio Cerrato -. La Regione ha scelto di rispondere attraverso una diffida, ma noi riteniamo che su temi di questa rilevanza sia necessario mantenere aperto il confronto pubblico. Non è in discussione il diritto della Regione a tutelare la propria immagine, così come non può essere messo in discussione il diritto di un consigliere di criticare l’operato dell’amministrazione. Quando però al centro della discussione ci sono persone con disabilità, anziani non autosufficienti e famiglie che dipendono dai servizi pubblici, il confronto deve concentrarsi innanzitutto sulla tutela dei loro diritti. La politica deve essere capace di ascoltare le critiche, rispondere nel merito e assumersi le proprie responsabilità. È questo il confronto che ci aspettiamo dalla Regione”.
"Voglio che sia chiaro: Angelo non è solo. Tutta la comunità del PD piemontese è al suo fianco. Ma soprattutto sono in migliaia, in tutta la regione, ad aspettare risposte concrete sulla non autosufficienza, non intimidazioni contro chi la denuncia - commenta Domenico Rossi (Pd) conclude: "Potete diffidarci tutti. Ma ai cittadini piemontesi non servono diffide: servono risorse, servono risposte, serve una Regione che si occupa delle persone fragili invece di difendersi dalle critiche di chi lo chiede".
“Spiace constatare che l’approccio dell’assessore Marrone sia quello di silenziare il dibattito democratico a suon di avvocati, utilizzando le minacce legali come un manganello - dichiara il segretario del PD Torino Marcello Mazzù -. Ci aspettiamo informazioni chiare, trasparenza e rassicurazioni. Qui il punto non è difendere l’immagine di un ente dalle legittime domande di un Consigliere comunale, ma garantire che una famiglia con una persona con disabilità o con un anziano non autosufficiente non debba vivere anche l’angoscia di non sapere se domani potrà contare sul sostegno di cui ha bisogno” conclude Mazzù.














