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Eventi | 21 agosto 2026, 12:09

Al Sinodo la Chiesa valdese fa i conti con l’Otto per mille: “Come ci ha cambiati?”

Tra i temi affrontati ci sarà anche la riforma dei corpi intermedi, tra crisi della partecipazione e necessità di una nuova organizzazione

La moderatora Trotta

La moderatora Trotta

La ‘tensione’ dell’Otto per mille, la crisi e la potenzialità dei corpi intermedi: questi sono alcuni dei temi che affronterà il Sinodo valdese di Torre Pellice, in programma da domani, sabato 22, a mercoledì 26 agosto. L’incontro coinvolge i rappresentanti delle comunità valdesi e metodiste nelle discussioni e decisioni relative non solo agli indirizzi teologici ma anche organizzativi. “I temi non vengono stabiliti a priori, ma sono il frutto della relazione della Commissione d’esame che verrà presentata ma, senza dubbio, ci sono due argomenti che verranno toccati”, annuncia la moderatora Alessandra Trotta.

La ‘tensione’ dell’Otto per mille

“Da oltre trent’anni ormai gestiamo l’Otto per mille: come ci ha cambiati questa opportunità? Come ha mutato la percezione che gli altri hanno della nostra Chiesa?”. Queste, secondo Trotta, sono alcune delle domande a cui si cercherà di dare una risposta durante i lavori del Sinodo, grazie all’analisi svolta da un gruppo di lavoro della Tavola valdese. “Si è creata infatti una ‘tensione’ tra una chiesa ‘piccola’ dal punto di vista ecclesiastico e un ambito di intervento sociale molto grande legato ai fondi che provengono dalle destinazioni dell’Otto per mille alla Chiesa valdese” continua. Una discrepanza evidenziata anche dai numeri: “Mentre il bilancio della Tavola valdese è di circa 3,5 milioni di euro, quello dell’Otto per mille ammonta a circa 45 milioni”.

Una cifra del genere permette di finanziare direttamente gli interventi sociali attraverso la Diaconia ma anche di aprire la Chiesa al territorio: “Agli enti, alle associazioni, a cui viene destinata parte dei fondi e che diventano così nostri partner”.

Un’opportunità quindi che si è aperta nonostante la contrarietà iniziale di una parte della Chiesa: “Inizialmente il Sinodo aveva scelto di non aderire a questa opportunità offerta alle confessioni che hanno firmato un’intesa con lo Stato – racconta –. Solo dopo anni di dibattito, e una votazione favorevole per pochi voti, era stata colta l’occasione”.

Circuiti e distretti: tra crisi e potenzialità

Un altro lavoro che verrà presentato riguarda la riforma dei corpi intermedi della Chiesa valdese: i circuiti e i distretti. “È il risultato di un’analisi durata un anno e svolta da una specifica Commissione nata dal Sinodo del 2025 – specifica Trotta –. Conterrà proposte concrete di riorganizzazione, affinché rimangano un luogo di dialogo ma acquisiscano un funzionamento più ‘snello’” specifica Trotta.

Mentre i circuiti sono formati da Chiese locali, solitamente vicine, che si riconoscono in missioni comuni e che vogliono collaborare tra di loro, i distretti sono le quattro macro regioni in cui è articolata la Chiesa valdese sul territorio italiano: Valli valdesi, Italia settentrionale, Italia centrale e Italia meridionale.

“Il Sinodo si svolge per pochi giorni, ma è proprio nei corpi intermedi che hanno la possibilità di discutere per tutto l’anno. Come tutte le strutture democratiche dal basso però circuiti e distretti stanno affrontando delle difficoltà” rivela Trotta. I problemi sono legati alla disponibilità delle persone a farne parte: “In passato la gente poteva dedicare più tempo alla Chiesa: c’erano persone che andavano in pensione presto e i giovani avevano delle condizioni lavorativi più stabili che permettevano di radicarsi sul territorio. Ora questa disponibilità si è ridotta”. A volte la decisione di rimanere fuori dai corpi intermedi non è determinata solo dal tempo disponibile: “C’è la tendenza a condurre una vita più individualista e ciò manda in crisi tutte le realtà che hanno nel senso di comunità il loro aspetto essenziale”.

Elisa Rollino

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