Con la fine dell'estate e le temperature che iniziano lentamente a concedere una tregua, per migliaia di pendolari torinesi si avvia a conclusione una stagione di infuocati passaggi sottoterra. Già, mai come quest'anno viaggiare sui convogli e attendere sulle banchine della metropolitana è stato un test di resistenza, tanto da spingere il consigliere comunale Giuseppe Iannò a presentare un'interpellanza per denunciare "temperature insostenibili" e rischi per la salute dei passeggeri. Ma la situazione, in futuro, potrebbe non cambiare molto.
Il bilancio estivo e la ventilazione dinamica
L'infrastruttura inaugurata nel 2006, ha spiegato l'assessora alla Mobilità, Chiara Foglietta, per conto di Gtt, nasce senza aria condizionata ed è basata su un modello di "aerazione dinamica". "Il movimento dei treni e i grandi ventilatori garantiscono almeno cinque ricambi d'aria all'ora, contenendo l'escursione termica estiva entro circa sei gradi rispetto all'esterno. Per ottimizzare la resa durante i mesi più caldi, Gtt ha attivato la ventilazione alla massima potenza durante le ore notturne e al mattino presto per immettere aria fresca nei tunnel, riducendola di giorno per bloccare l'ingresso dell'afa".
Niente condizionatori: costi e cantieri insostenibili
Inserire ex novo un impianto di climatizzazione tradizionale resta un'opzione impraticabile. Trattandosi di un sistema interconnesso, un intervento di questo tipo richiederebbe una revisione radicale sia dei treni sia delle stazioni. Realizzare simili trasformazioni su una linea in pieno esercizio comporterebbe costi straordinari e costringerebbe la Città a prolungate interruzioni del servizio per consentire i cantieri.
Uno studio di fattibilità per il futuro
L'unica strada percorribile guarda dunque al lungo periodo. Tramontata la stagione estiva 2026, Gtt ha confermato l'intenzione di avviare uno studio di fattibilità per individuare metodi di raffrescamento alternativi per le stazioni. Si tratterà di individuare soluzioni compatibili con l'impianto attuale e con le normative di sicurezza vigenti, pur nella consapevolezza che i tempi saranno lunghi e gli investimenti economici consistenti.














