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Cultura e spettacoli | 17 settembre 2026, 12:55

Artissima 2026 ai blocchi di partenza, Fassi: “Torino centro di dialogo europeo e diplomazia culturale”

La kermesse torna dal 30 ottobre al 1 novembre all’Oval. Al termine della fiera sarà annunciato il nuovo direttore

Artissima scalda i motori per la 33esima edizione, che ai svolgerà dal 30 ottobre al 1° novembre.  Il primo grande evento culturale dell’autunno torinese sarà sotto la guida per il quarto anno da Luigi Fassi: il nuovo direttore sarà annunciato alla fine della fiera. 

Una poetessa in fiera 

Vera novità di questa edizione è la presenza della poetessa Laura Accerboni che con la sua residenza apre il programma di iniziative speciali di Artissima 2026. Obiettivo osare azzardando un dialogo poesia e arte visiva, tra la parola e immagine. Moltitudini, è un’inedita contaminazione progettuale che vedrà Accerboni protagonista di una serie di incontri con artisti che hanno scelto Torino come luogo di vita e di ricerca: Guglielmo Castelli, Sara Enrico, Giorgio Griffa, Marzia Migliora e Laura Pugno.

Il tema 

Una novità in linea con il tema scelto per questa 33^ edizione: “Fancy: A Flexible Acrobatic Body”, da un’immagine della filosofa Martha C. Nussbaum per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla fancy - la proiezione in avanti della fantasia - possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze e di avvicinarci alla pluralità di chi è altro da noi. 

“Il tema esprime la forza dell’immaginario che guida la nostra volontà nell’andare oltre nel qui e ora. Parla della fiera stessa che è un organismo mutuevole e guarda al futuro” commenta il direttore. "Nussbaum - aggiunge - sostiene che la promozione in avanti del nostro immaginario è come un muscolo che però va allenato. L’unico propellente è la frequentazione dell’arte. Dobbiamo assicurarci che ogni cittadino dei nostri paesi democratici si nutra della frequentazione dell’arte”. 

Le gallerie

Come già annunciato saranno 183 le gallerie da 35 paesi e 4 continenti che esporranno all’Oval. Un numero in aumento rispetto all’anno scorso che sale anche per quanto riguarda le nuove gallerie, che sono 37 in più.  “La presenza di questi paesi testimonia l’internazionalità dell’evento” commenta Fassi. 

Dando un’occhiata alla cartina, le gallerie quest’anno si concentrano dall’America del Sud, con un’altra presenza di gallerie Europee, in particolare da Francia, Germania, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Regno Unito, Svizzera.  Un nucleo significato arriva dal sud est asiatico, ma poche quelle dall’Africa, con una sola rappresentanza dal Sud Africa. Assenti gallerie anche da Israele, Russia, Ucraina, Palestina.

I premi 

Oltre a quelli che sono tutti confermati, si aggiungono due nuovi premi: il Seletti Wonder Award e il Premio Archivorum Unwrittern. Menzione speciale per una galleria sarà data da una novità, il Curator Choice: un programma per curatori e curatrici di musei a livello internaziale che consente di invitare 15 curatori di grandi e prestigiosi istituzioni, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, coloro che sta scrivendo le agende elle grandi istituzioni in Europa. 

“Vogliamo far conoscere la fiera - chiarisce Fassi - a questa generazione di curatori. Ci indicheranno una galleria che li ha particolarmente colpiti che sarà premiata con una menzione speciale. È un progetto che risponde all’esigenza di nutrire l’intelligenza di un cosmopolitismo europeo proprio in uno momento in cui è un po’ ammaccato. Penso che l’Europa la si fa e la si pratica facendo circolare l’arte. Vige la condivisione. Vogliamo farlo da Torino come porta di dialogo europeo in Italia”. 
 

“Torino e Artissima centri di diplomazia culturale” 

“Artissima oggi - conclude- detta una linea di diplomazia culturale, connette mondi lontani tra di loro. Forse attiva un’antica sapienza di questa città. Torino è stata un luogo di arte diplomatica, di scambi intellettuali profondi, credo che Artissima sia torinese in questo senso”.

I progetti off in città  

Le contaminazioni per la città toccheranno le Gallerie d’Italia, il Parco Michelotti, la Chiesa di Nostra Signora della Salute, l’Hotel Principe di Piemonte, la Pinacoteca Agnelli e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. 

Chiara Gallo

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