C'era chi d'inverno aspettava fuori al freddo, al gelo, come succedeva in corso Verona. Ora non più. Ha aperto questa mattina al Santo Volto, in via Val della Torre 3, la nuova sede dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Torino.
100 operatori e 14 mediatori
Un trasloco in uno stabile di tre piani che ospiterà tra i 90 e i 100 operatori, più 14 mediatori culturali. Al piano terra le grandi novità per il pubblico: per evitare assembramenti fuori e file sotto la pioggia sono state realizzate sale d'attesa capienti e suddivise per articolo. Al secondo piano ci sono gli uffici suddivisi per tipologia di richiesta di permesso di soggiorno. Infine, al piano superiore gli uffici dei dirigenti e tutto il back office, cioè chi lavora materialmente alle pratiche.
Fondamentale la squadra degli interpreti. Uomini e donne che coprono tutte le lingue europee più gli idiomi sub sahariani, siriani, del Sud Africa e delle altre grandi zone di emigrazione. Sono loro che, traducendo, abbattono anche i tempi di attesa degli altri uffici.
Una parte degli uffici è già attiva dal 31 agosto. I numeri di presenze danno già l'idea dell'impatto, accogliendo in media 800 persone al giorno. Inoltre, in meno di un anno sono già 12mila le prenotazioni arrivate tramite il sito Prenota Facile, piattaforma digitale che sta snellendo ulteriormente il lavoro. Obiettivo dichiarato: aprire quanto prima anche lo sportello di Rivoli per efficientare ancora di più il servizio.
Come da programma della Questura, a eccezione della sede di via Botticelli sulla quale non ci sono ancora certezze di spostamento, entro la fine dell'anno tutti gli altri sportelli dell'Ufficio Immigrazione verranno trasferiti qui al Santo Volto.
Questura e Prefettura uniti: "Veri operatori sociali"
"Siamo finalmente giunti a un importante appuntamento, si tratta di un luogo dove personale e utenti potranno lavorare con più tranquillità – ha spiegato Il Questore di Torino, Massimo Gambino –. Chi ha lavorato qui ha agito come veri operatori sociali, tale opera è stata resa possibile grazie al necessario supporto ragioneria e servizio tecnico logistico. Infine la città di Torino potrà beneficiare di una struttura unica a livello nazionale".
"Tutte le fasi che ci hanno portato a questo risultato, anche con soluzioni intermedie, segna una giornata importante per gli utenti che potranno avere un approccio con la pubblica amministrazione in un contesto che garantirà a tutti le migliori condizioni possibili– ha commentato Il Prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna –. In questi tre anni abbiamo lavorato fianco a fianco con la regione, con il comune di Torino con il quale è possibile un'interfaccia continua".
Infine, presente anche il Direttore Centrale dell'Ufficio Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, il Prefetto Claudio Galzerano, che si dice entusiasta del nuovo esperimento: "Oggi vediamo una grandissima partecipazione del terzo settore e associazionismo che dà un messaggio chiaro: guardare la sicurezza come problema da risolvere socialmente. Qui le istituzioni si sono unite per affrontare un impegno rivolto alla società. Da Roma guardiamo con grandissimo interesse questa iniziativa e questo laboratorio, un esperimento nazionale che speriamo di replicare altrove".






















