Quindici anni e un giro di boa che porta al cambio di nome e a un bilancio ricco di segni “più”. Nella culla dell’Unione Industriali di Torino arriva a questo traguardo storico la rete Exclusive brand Torino: aziende storiche e di alta gamma che hanno unito le forze per promuovere l’eccellenza del loro prodotto soprattutto all’estero.
Cambio di nome (e perché)
E tra la novità c’è un cambio di nome: diventa Excellence (Brand Torino). “Vogliamo comunicare l’eccellenza che spesso l’imprenditore piemontese non è bravo a raccontare, ma non volevamo più sembrare esclusivi - dice Giulio Trombetta, presidente di EBT Italia di Costadoro -. Al contrario il nostro obiettivo è l’eccellenza accessibile a tutti. E vogliamo anche riconoscerci nella responsabilità verso ambiente, persone, giovani e valori fondanti della rete”.
“È troppo facile dire che i giovani non sono all’altezza della generazione precedente - prosegue -, mentre le stesse aziende devono fare qualcosa per loro".
Numeri da primi della classe
Nata nel 2011 da un’intuizione di Licia Mattioli, EBT oggi fa due calcoli e scopre che nel decennio 2014-2024 il valore aggiunto dei suoi associati è aumentato del 91%, mentre il resto del territorio è cresciuto del 50%. Anche i ricavi hanno fatto meglio: +89% contro +56%. Il tutto accompagnato da rafforzamento patrimoniale, indebitamento più contenuto e capacità di investimento.
Allarme tensioni globali
Attualmente la Rete conta 31 aziende, appartenenti a 8 settori merceologici diversi e con 4400 addetti in tutta la regione. Il fatturato complessivo è di 1,3 miliardi di euro, mentre la quota media dell’export è pari al 43%. “Le tensioni attuali, in una rete multisettoriale come la nostra, toccano in maniera diversa - dice Trombetta -. Per il settore alimentare, in particolare per il caffè, ci sono grandi speculazioni in atto che destabilizzano il mercato. Le guerre non aiutano, con la chiusura di Hormuz e non solo, con costi superiori nella logistica e nell’energia”. “Ma guardiamo al futuro: fare qualità prima o poi paga”.
Master e solidarietà
Tra le iniziative legate al futuro, un master universitario in collaborazione con la SAA school of management e il Dipartimento di management di UniTo. Dopo il debutto con 14 partecipanti, sta partendo la seconda edizione. L’obiettivo è formare, ma anche inserire i giovani all’interno delle realtà aziendali coinvolte.
Ma c’è spazio anche per la solidarietà e l’inclusione mentale: deriva da questo la collaborazione con Progetto Itaca per la salute mentale e in particolare con un corso di formazione per la gestione dei problemi psichici all’interno delle aziende. Per la sostenibilità, infine, si punta a realizzare il primo Bilancio di rete: i dati, dunque, saranno raccolti in maniera aggregata tra tutte le 31 aziende.
“Non vogliamo promuovere il campanilismo, ma la fierezza di essere piemontesi - conclude Trombetta, in carica ormai dal 2022 -. In termini di saper fare e di affidabilità siamo unici nel nostro genere e riceviamo complimenti da ogni parte del mondo”.














