Dopo le proteste e le denunce sul degrado e sulla situazione di abbandono lungo le sponde dello Stura - trasformato in una discarica a cielo aperto tra materassi marci, macerie e una pericolosa distesa di tronchi pronti a trasformarsi in una minaccia idraulica -, qualcosa finalmente sta cominciando a muoversi.
Primo intervento
Nei pressi del ponte Amedeo VIII in strada Settimo, tra i quartieri Regio Parco e Barca, Iren, in qualità di gestore del ponte diga, è intervenuta con un primo e importante intervento di rimozione dei tronchi. Un'operazione di pulizia che nelle scorse ore ha interessato la delicata zona del parco della Confluenza, slutata positivamente dalla Circoscrizione 6 pur nella consapevolezza che la strada da fare è ancora lunga per risolvere l'annoso problema della frammentazione delle competenze tra Comune e Regione. Oltre che dell'annoso dramma dell'immondizia accatastata sulle sponde, lato campi rom.
Appello dalla 6
La zona del torrente Stura è stata duramente messa alla prova dall'incuria e dal ginepraio burocratico che da sempre rallenta gli interventi sui corsi d'acqua (la regola stabilisce che se un tronco o un detrito di ampie dimensioni si incastra sulla pila di un ponte l'intervento di rimozione è a carico del Comune di Torino; se invece il materiale giace direttamente sul letto fluviale o lungo le aree golenali, la responsabilità passa direttamente alla Regione Piemonte).
Questa frammentazione paralizza la macchina dei soccorsi ambientali, come emerso con chiarezza nel corso della Commissione Ambiente della Circoscrizione 6. Nonostante la soddisfazione per il risultato ottenuto, dal centro civico arriva un appello a non abbassare la guardia.
Lo conferma la coordinatrice all'Ambiente della Circoscrizione 6, Giulia Zaccaro: "La situazione non è delle migliori ma questo intervento ci fa ben sperare anche per il futuro". Un monito che evidenzia la necessità di proseguire con costanza nella bonifica e nella manutenzione dell'alveo, specialmente in vista delle piogge stagionali.















