Prevenire la recidiva è il primo degli obiettivi di “Spazi liberi”, un’iniziativa integrata che mira a offrire opportunità di inclusione sociale a minori e giovani adulti compresi tra i 14 e i 25 anni in esecuzione penale interna ed esterna. Lo stanziamento complessivo per il progetto è di 960.000 euro interamente sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Protocollo Quadro tra il Comune di Torino e la Fondazione e destinato al triennio 2026/2028.
“La situazione carceraria oggi è particolarmente critica - commenta il sindaco Stefano Lo Russo -. È al limite dal punto di vista degli spazi e del sovraffollamento, dello stress del personale addetto alla sorveglianza, che produce tensioni estremamente rilevanti. Tutto a uesto rende il carcere un luogo in cui viene meno la funzione reintegrativa. L’asssenza di spazi adeguati in rende impossibile pensare alla personalizzazione dell’inserimento. È anche un tema di sicurezza urbana che vede nella detenzione uno dei suoi pilastri”.
L’avviso pubblico, online da domani sul sito del Comune, punta proprio a coinvolgere le realtà del Terzo Settore nella coprogettazione di percorsi personalizzati capaci di accompagnare i detenuti dall'ingresso nel circuito giudiziario fino a dodici mesi dopo il termine della pena.
Tra gli altri obiettivi quello di garantire la continuità dei percorsi educativi, soprattutto nel passaggio dalla giustizia minorile a quella degli adulti.
Il progetto prevede la presenza costante di tutor educativi, il supporto giuridico e l'organizzazione di attività di utilità sociale per chi è in messa alla prova, affiancando soluzioni abitative temporanee per il post-pena o l’esecuzione penale esterna e l'avvio a laboratori formativi professionalizzanti con tirocini in azienda.
Infine, prevede un'attenzione mirata al benessere psicofisico e alla prevenzione delle dipendenze, insieme alla promozione di progetti culturali, sportivi e di mediazione interculturale e sociale.
Accanto a tutto ciò, il piano introduce inoltre un'innovativa sperimentazione di affido familiare rivolta a un primo gruppo di giovani inseriti nei circuiti penali, con l'intento di offrire loro un contesto di accoglienza e riferimento solido nel percorso di reinserimento sociale. Previsto anche un tavolo istituzionale con funzioni di indirizzo strategico.














